Le dinamiche in corso del sistema bancario

Il sistema finanziario è, oggi, in grande fibrillazione, in collegamento ad un ampio risiko che investe soprattutto il mondo bancario

Il sistema finanziario è, oggi, in grande fibrillazione, in collegamento ad un ampio risiko che investe soprattutto il mondo bancario, e che si traduce in fusioni ed acquisizioni di varie entità. Tutto ciò cade in una stagione contrassegnata da grande incertezza, aggravata dai dazi imposti, in questi giorni, dal Presidente Trump. I cambiamenti in corso, di ordine economico a livello internazionale, lanciano concreti segnali di una riconsiderazione, se non la fine, dell’era del libero scambio, della globalizzazione, del multilateralismo. Tale realtà si associa ad assestamento politici e geografici che, così come si stanno sviluppando, con la cassa di risonanza delle guerre in corso, non possono che favorire vittorie muscolari, con la prevalenza del più forte, ed il conseguente condizionamento della percezione della realtà e dell’orientamento da parte dell’opinione pubblica.

Economia

Da qui, in economia il passo può essere breve per tracimare da una situazione di mercato, in un certo senso consolidata ed accettata, ad una prevalenza di oligopoli che, ripercuotendosi sulla politica, rischiano di contribuire ad abbassare l’asticella della democrazia. Con il velo di questa cornice, entro nel merito dell’incontro. A livello nazionale si stanno sviluppando dinamiche convulse che potrebbero toccare
la gradualità del pluralismo bancario, incidere sulla diversificazione dell’offerta, infierendo robusti colpi alla strutturazione del sistema finanziario, e specificatamente creditizio. Esso venne costruito, fra gli anni trenta e gli anni novanta dello scorso secolo, nell’obiettivo vitale della stabilità, posta a baluardo di una economia prospera e di una società equilibrata.

Banche Popolari, Casse di Risparmio, Banche di Credito Cooperativo

In detta prospettiva nacquero e si svilupparono varie tipologie di intermediari finanziari che si chiamano Banche Popolari, Casse di Risparmio, Banche di Credito Cooperativo, Istituto di credito speciali, banche commerciali e private, a cui, oggi, si uniscono le non banks financial istitutions, (NBFI) tra cui rientrano le compagnie assicura=ve, i fondi pensione ed altre realtà. Si tratta di entità che caratterizzano il sistema, in tutte le sue sfaccettature ed esigenze. Come Associazione, abbiamo ritenuto opportuno inserisci nel dibattito culturale in
corso in un momento storico in cui l’attrazione della grande dimensione, influenzata, come già detto, da eventi politici globali e da personalità prorompenti, sembra prevalere. Proiettandoci nel mondo finanziario, si può affermare come sia corretto e giustificabile che si tenda alla costruzione di grandi Campioni bancari, in grado di
competere a livello internazionale, rendendoci orgogliosi come Paese.

Prudenza

Bisogna essere prudenti, però, quando si tocca una biodiversità che è stata, e lo è ancora oggi, una ricchezza. Essa, è bene dirlo subito, però, è utile per il sistema se composta da entità solide, efficiente, adeguatamente informatizzate, e “capaci di operare con sana e prudente gestione” (Fabio Panetta) per il finanziamento delle piccole e medie imprese, nel rispetto della prossimità territoriale, con sensibilità verso una società disarmonica e fragile, anche per il prolungamento dell’età. Si impone una sottolineatura, stimolata dalla poesia di Jean de la Fontaine “La canna e la quercia” ispirata da una favola di Esòpo. In essa abbiamo la rappresentazione di una foresta che, composta da un solo tipo di albero, è più vulnerabile ed esposta alle intemperie rispetto a quella in cui crescono vari tipi di vegetazione, tra cui le canne, che si piegano al vento impetuoso ma non si spezzano. Questa immagine è coerente con il nostro ragionamento, riferito al mondo bancario.

Convulso risiko bancario

Il modellamento in atto, attraverso un convulso risiko bancario, richiama la necessaria tutela dell’industria finanziaria per la quale il rispetto della biodiversità, calata nella dimensione di impresa, ed arricchitasi con altre unità operative negli ul1mi 30 anni, caratterizzando l’ecosistema, è una condizione cruciale per la stabilità. Questa è la via per minimizzare il rischio sistemico, per valorizzare la capacità competitiva dell’apparato produttivo, frenare la progressiva riduzione degli sportelli bancari, anche se in certa misura giustificata da condizioni economiche e sociali (spopolamento, sparizione di unità produttive ed altro). In definitiva, l’auspicio è che quanto sostenuto aiuti a scacciare il contrasto, a volte ideologicamente tossico, tra grandi banche e less significant banks, banche, cioè, che hanno meno di 30 Mld di attivo.

Tutte meritano il massimo rispetto: le prime, le banche di fascia alta, che debbono essere seguite e incoraggiate nel loro percorso verso una presenza solida nel Paese, senza rischi ed avventure, e nella loro auspicabile affermazione oltre i confini nazionali; le seconde, le less significant banks, che meritano altrettanto rispetto e tutela, con la condizione, come già detto dal Governatore Panetta, di una consolidata posizione patrimoniale e di una sana ed attenta gestione. Dobbiamo avere un tale atteggiamento, equilibrato e posi1vo perché lo merita il sistema del credito che, in ogni caso, dà, oggi, segni di vitalità in misura senza preceden1, dopo un lungo periodo di risanamento e rilancio (Ignazio Angeloni).