Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, spiega la sua linea e le proposte che farà in Europa sulla questione dei dazi imposti dagli Stati Uniti. “In questo momento possiamo fare intanto alcune cose a livello europeo che sono importanti. Forse dovremo ragionare di sospendere le norme sul Green Deal in tema di automotive, settore colpito dai dazi“. E’ quanto ha rimarcato il premier a margine della visita sull’Amerigo Vespucci a Ortona. “C’è una norma poi che si chiama clausola generale di salvaguardia che prevede una deroga al Patto di stabilità e forse dovremmo ragionare su quello“, sottolinea Meloni.
“C’è una materia energetica che è fondamentale bisogna accelerare sulla riforma del mercato elettrico. Sull’energia forse bisogna essere un po’ più decisi e coraggiosi. Intanto ragioniamo su che cosa anche noi possiamo fare sfruttando una difficoltà per farla diventare un modo per fare dei passi avanti importanti in una fase che lo richiede“, prosegue Meloni. “Continuo a credere che in questo momento noi possiamo intanto fare alcune cose a livello europeo che sono molto importanti perché se abbiamo una difficoltà, quella difficoltà deve portarci dall’altra parte a lavorare sulla competitività del nostro sistema produttivo, della nostra industria, delle nostre aziende”, spiega Meloni.
Urso: “Green Deal ci ha portato al collasso”
2Abbiamo chiesto all’Europa di agire e non limitarsi a reagire. Agire significa creare un contesto incentivante per gli investimenti delle imprese e di tutela del mercato interno. Per questo abbiamo chiesto alla commissione di sospendere gli effetti del green deal che hanno portato al collasso dell’industria dell’auto europea, che peraltro è quella più esposta alle misure daziarie americane”. E’ quanto ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine della firma di un accordo strategico tra le aziende spaziali italiane D-Orbit e Planetek, oggi a Palazzo Piacentini. ”Abbiamo chiesto all’Europa uno shock di semplificazione, di sburocratizzazione, per liberare le mani alle nostre imprese ai fini di incentivarle a investire in Europa e incentivare anche le imprese di altri attori a investire nel nostro continente. E abbiamo chiesto all’Europa – conclude – di finalizzare nuovi accordi di scambio con aree in crescita e aperte, mi riferisco all’India, al consiglio di cooperazione del Golfo, l’Australia, l’Indonesia, alla Malesia”.


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