Cropalati è un borgo collinare del basso Jonio, nel territorio cosentino. Situato a 384 metri s.l.m. e abitato da un migliaio di persone, è incastonato in una rocca da cui si gode un piacevole panorama su tutta l’area circostante.
Perché Cropalati si chiama così?
Le origini del nome Cropalati sono di natura greco bizantina. In particolare, il nome deriva da Kouropalàtes, un termine che si riferisce al maresciallo di palazzo. Secondo altre ricostruzioni, invece, il nome deriverebbe da quello dell’imperatore Michele Curopalàtis.
La storia di Cropalati
Cropalati ha una lunga storia certificata da alcuni ritrovamenti che testimoniano come l’area fosse abitata già in epoca brettia, quando era presente un avamposto di controllo sui traffici commerciali che avvenivano lungo il fiume Trionto.
È inoltre ben noto che durante l’Alto Medioevo l’area fu abitata da monaci basiliani, con tracce che sono ancora oggi tangibili negli anfratti scavati nei costoni rocciosi. L’odierno centro abitato fu invece fondato nel XV secolo intorno alle mura del castello.
Nei secoli successivi, il centro fu ricondotto alla proprietà di diverse signorie, fino ad essere inglobato con Rossano nel 1617. L’eversione della feudalità del 1806 e l’elevazione a luogo nel governo di Cariati l’anno successivo, ne hanno caratterizzato uno sviluppo che consentì poi al centro di divenire capoluogo di circondario.
Cosa vedere a Cropalati
Tra le tante attrazioni da vedere a Cropalati, cominciamo dagli edifici religiosi e, in particolare, dalla Chiesa di Santa Maria Assunta, Matrice di Cropalati, realizzata in stile neoclassico, recentemente restaurata.
Si può poi andare all’antica Chiesa del SS. Rosario, costruita nel X secolo, il più antico edificio di culto sul territorio comunale. La struttura della Chiesa ha una navata unica e si presenta con una facciata principale a capanna, in cui si apre un portale litico. Originariamente conosciuta come Chiesa dell’Annunziata, solamente nel XVI secolo fu dedicata alla Madonna del Rosario in seguito all’arrivo dei domenicani che ne diffusero il culto.
Tra gli altri edifici religiosi troviamo poi la Chiesa di Sant’Antonio Abate, intitolata al Santo Patrono di Cropalati, situata proprio all’ingresso del centro abitato, e ancora la Chiesa di Santa Maria ad Gruttam, collocata invece poco fuori dal centro abitato, in cui ammirare un’antica icona bizantina che raffigura la Madonna con il bambino.
Tra gli altri simboli più riconoscibili del territorio comunale troviamo invece il Globo litico, masso sferico risalente all’XI secolo a.C. e anticamente utilizzato come segnale militare delle vie giubilari. È oggi situato all’ingresso del centro storico, in piazza Sant’Antonio, in una rotonda che conduce verso Caloveto
La Vurga
Riconducibile al territorio di Cropalati, trovabile a pochi chilometri dal centro abitato, è possibile visitare un laghetto artificiale chiamato Vurga, alimentato dal torrente Coserie.
Il luogo è tradizionale meta estiva degli abitanti del luogo e dei paesi vicini, che qui si recano per godere di un po’ di fresco.
La tradizione enogastronomica
A Cropalati si mantiene piuttosto viva una gradevole tradizione enogastronomica caratterizzata dalla presenza di prodotti tipici alimentari come l’olio e le olive, salumi (prosciutto, salsiccia, soppressata, capocollo), fichi secchi (crocette), pasta fatta in casa (maccurruni a ferretti, tagliatelle con ceci e fagioli), minestre di verdura, dolci (fritti a ventu, crustuli, scalille, chinulille, griselle, pasta a confetti).
A ciò si aggiunge anche un buon contributo da parte dei prodotti tipici artigianali come il tradizionale cotto calabrese, lavorato a mano e in fornace, frantoi oleari, e ancora le coperte realizzate al telaio, all’uncinetto, i ricami, le ceste e i panieri.
Cosa fare nelle vicinanze
Recarsi a Cropalati può essere la giusta occasione per visitare anche alcuni paesi vicini. Uno di questi è Calopezzati, dove si trovano il Castello Giannone, la Chiesa di Santa Maria Assunta, la Chiesa dell’Addolorata, il Convento dei Riformati e l’Oratorio di Sant’Antonio. Nelle immediate vicinanze c’è anche Caloveto, con la Chiesa di San Giovanni Calibita e quella della Madonna del Carmine, le Grotte dei Monaci Cenobiti, i vicoli e i larghi del centro storico.
Consigliamo inoltre di valutare una visita a Longobucco, con diversi siti di interesse storico-architettonico come il Santuario di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Domenico e la Chiesa di Santa Maria Maddalena, il Museo dell’Artigianato Silano, l’Esposizione privata di Palazzo Citino, il Museo dei Tessuti e le antiche miniere d’argento.


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