Catania, al teatro “Bellini” il balletto “Othello 2.0” | INFO

Al Teatro Massimo Bellini, dal 2 all'8 maggio, approda il balletto "Othello 2.0" di Amilcar Moret Gonzalez

La forza dei classici immortali sta proprio nella loro perpetua attualità. Lo dimostra il balletto ‘Othello 2.0’ che, come suggerisce il titolo, riconfigura ai nostri giorni la tragedia shakespeariana, facendo riemergere discriminazioni  e pulsioni nefaste come il razzismo, la gelosia, l’amore inteso come possesso,  che continuano a scatenare problematiche devastanti”. Così il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano sottolinea la scelta di programmare per la prima volta in Italia la novità creata nel 2022 dal rinomato coreografo e danzatore Amilcar Moret Gonzalez in Germania, per il Ballett Kiel diretto da Yaroslav Ivanenko.

L’appuntamento è dal 2 all’8 maggio con sette rappresentazioni nell’ambito della Stagione di opere e balletti 2025. L’artista cubano interpreta anche il protagonista è avrà al suo fianco, nelle vesti di Desdemona, la danzatrice catanese Virginia Tomarchio, sua compagna anche nella vita, molto nota anche al pubblico televisivo per la vittoriosa partecipazione alla trasmissione Amici.

Othello 2.0” è il primo balletto a serata firmato da Gonzalez. L’idea lo ha accompagnato da quando nel 2008 ha ricoperto il ruolo del titolo in “Othello” di John Neumeier, interpretazione che ha avuto un impatto decisivo sulla sua carriera. L’opportunità si è presentata con il Ballett Kiel e Gonzalez ha iniziato ad idearlo durante l’epidemia di Covid.

I temi trattati – spiega – sono oggi problematici quanto ai tempi di Shakespeare e ci riguardano ancora come 400 anni fa”. Di conseguenza, la sua versione si svolge nel presente, su libretto di Marina Marchione, in un allestimento che conta sulla scenografia di Eva Adler, i costumi di Angelo Alberto, le luci di Julian Roering e i video Frank Böttcher, Julian Jetter. La musica, elemento centrale, è una fusione di sonorità contemporanee firmate da Max Richter, Ezio Bosso, Woodkid, Daniel Pemberton, Simon Parkin, Kai Engel e Sil  Icon. Gonzalez ha composto un collage sonoro variegato che si adatta perfettamente all’azione scenica e alla danza, che spazia dal linguaggio classico a quello contemporaneo, dando vita a un’opera dinamica e coinvolgente.

Il doppio cast vede alternarsi Amilcar Moret Gonzalez e Ricardo Urbina (Otello), Virginia Tomarchio e Marina Kadyrkulova (Desdemona), Didar Sarsembayev e Vitalii Netrunenko (Iago), Leisa Martínez Santana e Gulzira Zhantemir (Emilia), Rauan Orazbayev e Alexey Irmatov (Cassio), Sabina Faskhi e Erika Asai (Bianca),   Mendicante: Henri Frey (Mendicante), Alexey Irmatov e Christopher Carduck (Sacerdote).

Il mio Othello – spiega – non è quindi un generale, ma un uomo d’affari molto intelligente e di successo. Non va in guerra contro i turchi, ma parte per una vacanza a Parigi con i suoi amici. Deve giustificare il matrimonio con Desdemona davanti alla sua ricca famiglia, proprio come nella versione originale di Shakespeare. Questa è l’idea nuova: Othello rappresentato come un affermato uomo di colore che si innamora di una donna bianca  e una società che non è ancora pronta ad accettarlo”.

Il protagonista diventa vittima dei propri pensieri guidati da rabbia e paura. Le figure misteriose, personificazioni delle fantasie suggerite da Jago, lo circondano fino a distruggerlo. Jago invece sopravvive fisicamente, ma perde il senno. Tra i temi centrali ci sono i malintesi e la distruttività della mancanza di fiducia. Tuttavia, il coreografo vede anche l’altra faccia della medaglia. “Anche se è una tragedia con odio e uccisioni, in essa vibra anche l’amore”. Questo è uno dei motivi per cui ha aggiunto la scena delle nozze. Anche l’aspetto del perdono è molto importante: “pensiamo di sapere cosa sia il perdono, ma quando dobbiamo metterlo in pratica diventa difficile”.

Questo messaggio di amore e perdono, come l’idea che nel mondo ci sia del male ma anche del bene, è il concetto  che Gonzalez vuole trasmettere non solo in questo balletto, ma in generale.

L’elemento video è usato in modo discreto ma simbolico. In alcune scene appaiono frasi o parole proiettate – frammenti di pensieri o “echi” degli inganni di Jago. Questo rafforza l’aspetto interiore e psicologico della narrazione.

Scene e i costumi sono stati creati rispettivamente da Eva Adler e Angelo Alberto, che hanno una collaborazione decennale in innumerevoli produzioni di danza. L’adattamento del plot di Shakespeare da parte di Gonzalez ha posto anche a loro delle sfide. “Per me le diverse relazioni e forme di amore, così come il motivo principale della gelosia, sono gli aspetti più affascinanti di questa storia,” racconta Adler. “Poi c’è l’aspetto delle proiezioni. Una narrativa aggiuntiva che introduce un ulteriore livello, rendendo visibile ciò che accade nella mente dei personaggi, ma non necessariamente nella realtà. È inoltre nuovo l’uso di una telecamera dal vivo, che riprende i ballerini sul palco e li proietta simultaneamente”.

Gonzalez non voleva costumi storici; dovevano essere moderni, giovani e attraenti. “Li ho creati partendo dalla musica,  da ciò che ho letto, dalla musica, da ciò che vedo nelle prove, e naturalmente da ciò che vuole il coreografo”, racconta Alberto che ha analizzato ogni personaggio e scelto tagli e colori di conseguenza. Per Jago, che rappresenta il male, il colore è il nero, “ma in diverse sfumature e con tessuti di organza, in modo che non fosse solo nero, ma che ci fosse un gioco con il materiale e il colore”. Per Othello, l’uomo d’affari, ha progettato un abito, “ma non un abito normale:  sembra, per esempio, che abbia un revers su un lato, ma è solo un’illusione”.

Gonzalez ha creato una versione attuale e toccante del classico di Shakespeare, con uno sguardo moderno che parla al cuore e alla coscienza del pubblico di oggi. Lo spettacolo rientra tra i fiori all’occhiello del Balletto di Kiel, la cui guida è stata assunta nel 2011 da Yaroslav Ivanenko e dalla sua partner Heather Jurgensen. Ivanenko, per molti anni danzatore presso l’Hamburg Ballett sotto la direzione di John Neumeier, guida da allora la giovane compagnia composta da 20 elementi nel ruolo di direttore del balletto e coreografo principale.

La Jorgensen, fino al 2008 prima solista anch’essa con Neumeier, affianca l’ensemble come maître de ballet principale e vicedirettrice. La versatilità del corpo di  ballo e la creatività di  Ivanenko hanno reso possibile sia la messinscena dei grandi  classici che di numerose prime assolute, come Othello 2.0 che approda ora sulla scena catanese. Info: teatromassimobellini.it