E’ arrivata la resa, anche se si attendono gli atti ufficiali, considerando la continua imprevedibilità presente attorno a questa vicenda. Quella di oggi dovrebbe essere l’ultima giornata di Stefano Alaimo nella sua brevissima e travagliata esperienza come presidente dell’ACR Messina. Lui stesso ha affermato che stasera si dimetterà e che finora non lo ha fatto per garantire, da firmatario, la possibilità di effettuare i pagamenti riguardanti le scadenze federali di oggi, 16 aprile. Intercettato dai giornalisti fuori dal notaio Maiorana, dove ha firmato le procure, ha detto: “ho fatto tutto e sicuramente stasera darò le dimissioni perché ho finito qui il mio compito. Non sono andato via perché se avessi dato prima le dimissioni non avrei potuto firmare queste procure per mandare avanti la causa del Messina. Purtroppo io sono solo un dipendente di AAD, che non mi ha dato le condizioni di poter gestire il tutto”.
“Sono stato insultato e capisco l’insulto dei tifosi, ci sta perché sono stato anche io tifoso, ma quello che non capisco è la minaccia. Hanno minacciato di morte mio figlio di 13 anni e mi figlia. Cosa accadrà ora non so, io darò le dimissioni e se la vedranno Cissé e Sciotto, sono loro gli azionisti”. Dunque, la firma c’è, ma mancano ancora tutti i fondi. Su oltre 300 mila ne mancano circa un centinaio affinché provvedere al saldo dei pagamenti federali di oggi. L’appello del sindaco Basile, che ha cercato di raccogliere imprenditori e professionisti, è stato raccolto solo parzialmente.
Ricordiamo che se dovesse essere bucata anche questa scadenza, ci sarà il deferimento e una probabile penalizzazione da scontare nella prossima stagione, a patto che una prossima stagione – con questa matricola – ci sia. Anche perché c’è una salvezza da ottenere in campo – ma solo attraverso un miracolo – e un eventuale nuovo passaggio di proprietà, tutto con dei tempi ristrettissimi.



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