Doveva essere un incontro amichevole quello fra Trump e Zelensky. Doveva. Toni alti, qualche frecciatina, un ‘arrivederci’ a data da destinarsi con un laconico “Zelensky potrà tornare quando sarà pronto a fare la pace“. Un confronto che rischia di raffreddare i rapporti fra USA e Ucraina con conseguenze pesanti sul conflitto in corso. La prima riguarda la possibilità che il Dipartimento di Stato USA possa interrompere il sostegno al ripristino della rete elettrica in Ucraina.
La seconda, ancor più grave, riguarda il senatore Lindsey Graham, principale alleato di Zelensky in Senato che, dopo quanto accaduto in serata, potrebbe aver voltato le spalle al leader ucraino sostenendo che non ci si possa fidare di lui.
Il sostegno dell’UE a Zelensky
L’eco dello scambio verbale fra Trump e Zelensky ha fatto il giro del mondo. Dall’UE tanti messaggi di solidarietà verso il presidente Ucraino. In suo favore si sono espressi il premier polacco Tusk, il premier spagnolo Sánchez, il presidente moldavo Sandu, il presidente lituano Nausėda, il premier lettone Siliņa, il presidente ceco Pavel, il premier norvegese Støre, il cancelliere tedesco Scholz, il premier svedese Kristersson, il premier portoghese Montenegro, il presidente francese Macron, il premier olandese Schoof, il ministro degli esteri irlandese Harris, il premier estone Michal, il premier finlandese Orpo, il presidente croato Plenković, il premier danese Frederiksen e il presidente della commissione europea von der Leyen.
Il Presidente dell’Ungheria Orban si è espresso a favore di Trump in modo molto netto. Non si sono espressi, tra i Paesi più importanti, Slovacchia, Slovenia, Austria, Svizzera, Romania, Bulgaria, Grecia e Turchia.
Italia fuori dal coro: Meloni chiede vertice USA-UE su Ucraina
L’Italia non ha fatto seguito all’appoggio europeo a Zelensky. Il vicepremier e Ministro dei trasporti, Matteo Salvini, ha dichiarato: “obiettivo PACE, basta con questa guerra! Forza Trump!“.
Il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “è un momento di grande tensione, per questo bisogna tenere i nervi saldi, reagire con grande calma e vedere quale sarà l’evoluzione dopo questo colloquio, che certamente non è andato bene. Vediamo come si sviluppa la situazione anche della trattativa che ci dovrà essere tra Stati Uniti, Russia, anche l’Ucraina ci dovrà essere, ed anche l’Europa, che deve essere unita e parlare con una voce sola. È un passaggio delicato, dobbiamo essere molto prudenti“.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scelto di non partecipare alla gara di solidarietà (di facciata) con la maggior parte dei colleghi UE. La leader di FdI ha continuato a supportare la linea trumpiana, slegandosi dalle posizioni di grandi alleati UE come Francia e Germania e prendendo una posizione autonoma e netta, nonchè pratica, nel chiedere un confronto sulla questione Ucraina: “ogni divisione dell’Occidente ci rende tutti più deboli e favorisce chi vorrebbe vedere il declino della nostra civiltà. Non del suo potere o della sua influenza, ma dei principi che l’hanno fondata, primo fra tutti la libertà. Una divisione non converrebbe a nessuno.
È necessario un immediato vertice tra Stati Uniti, Stati europei e alleati per parlare in modo franco di come intendiamo affrontare le grandi sfide di oggi, a partire dall’Ucraina, che insieme abbiamo difeso in questi anni, e di quelle che saremo chiamati ad affrontare in futuro. È la proposta che l’Italia intende fare ai suoi partner nelle prossime ore”.


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