Al via il summit dei paesi “willing and able“, i “volenterosi e capaci“, disposti ad aiutare l’Ucraina in vista del cessate il fuoco nel conflitto scatenato dalla Russia il 24 febbraio 2022. L’incontro è in corso presso il palazzo dell’Eliseo a Parigi ed è stato convocato da Emmanuel Macron, presidente francese. Sono 31 le delegazioni presenti. L’obiettivo è creare una forza di “réassurance”, letteralmente riassicurazione o rassicurazione, per una soluzione duratura in Ucraina.
Non è presente la Cina, poichè la riunione riguarda i Paesi amici dell’Ucraina. Pechino potrebbe comunque entrare in gioco nel quadro di un’eventuale missione Onu. Presente, invece, la Turchia con il vicepresidente Cevdet Yilmaz.
Al tavolo 23 Paesi dell’Ue, inclusa la Francia, padrona di casa. C’è l’Italia, con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è stata sempre presente a queste riunioni, sin dall’inizio. Mancano Malta, Austria (neutrali), più Ungheria e Slovacchia, due Paesi che hanno una visione molto diversa sui rapporti con la Russia rispetto ai partner Ue. Partecipano anche Regno Unito, Ucraina (con il presidente Volodymyr Zelensky), Norvegia, Islanda, i vertici Ue (con Antonio Costa per il Consiglio Europeo e Ursula von der Leyen per la Commissione) e Nato. Canada e Australia hanno mandato i rispettivi ambasciatori in Francia.
Incontro Paesi “volenterosi”: i 4 punti sul tavolo
Secondo fonti francesi, citate dall’Adnkronos, sono essenzialmente 4 i punti da discutere.
- Il primo riguarda gli aiuti immediati, che dovranno continuare a essere forniti all’Ucraina, dato che la guerra con la Russia “prosegue”, malgrado le trattative volute dagli Usa in Arabia Saudita. Ciascun leader dirà come vuole aiutare Kiev e “cosa è pronto a fare”. Non si tratterà solo di definire i “contributi” in base alle necessità espresse dagli ucraini, ma anche i “processi” che consentiranno di aiutare Kiev in modo “efficace”.
- Il secondo punto sarà il cessate il fuoco. I volonterosi lo vogliono “totale”, cosa che l’Ucraina ha accettato già durante una prima sessione in Arabia Saudita. Il cessate il fuoco, poi, dovrà essere “verificato”, dunque occorrerà “un accordo” con il presidente Vladimir Putin, ma bisognerà concordare nel dettaglio le modalità “concrete” con cui attuare questo stop ai combattimenti. Servirà definire le norme sul “rispetto del cessate il fuoco”, le responsabilità e le misure da adottare in caso di violazione del cessate il fuoco.
- Il terzo punto riguarda gli aiuti a lungo termine all’esercito ucraino che rimane la prima linea di difesa non solo dell’Ucraina, ma “anche della nostra Europa“.
- Il quarto punto, quello cruciale, riguarda la “forza di rassicurazione” che la Francia intende istituire con i britannici e con il contributo di “molti Paesi europei“. Sarà necessario definirne i “contorni”, le modalità, per garantire che sia costruita in modo “coerente ed efficace“. La “forza di rassicurazione” è intesa come un contingente “a sostegno dell’Ucraina” e per prevenire altri possibili attacchi russi. Non è una forza di “peacekeeping“, né di “osservazione del cessate il fuoco“, ma “una forza di rassicurazione. Non è la stessa cosa“. Tuttavia, per “molti europei“, questa forza di “rassicurazione” necessita di un “backstop”, una garanzia, da parte degli Usa, cosa che “il presidente Donald Trump non ha mai escluso“. Ciascun Paese, tra i partecipanti al vertice, prenderà parte allo sforzo secondo le proprie possibilità e le proprie scelte.
Da escludere, invece, la rimozione delle sanzioni UE contro al Russia come contropartita di un eventuale cessate il fuoco. Il punto non è “levare le sanzioni“, cosa che “di certo” non accadrà, ma piuttosto di “aggravarle, se la Russia non farà quello che ci si attende da lei“, cioè accettare un “cessate il fuoco completo“, come chiesto dal presidente Zelensky.


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