Le vicende che hanno coinvolto Taranto e Turris in Serie C, con l’esclusione a campionato in corso, ha riacceso i soliti interrogativi in merito alla tenuta del sistema. E’ un problema che va avanti da troppo tempo e che non è mai stato risolto, volutamente, dai vertici federali. Per questo, infatti, permane lo scetticismo anche oggi, con la sensazione che – ancora – nulla cambierà, al netto dei Consigli Federali urgenti convocati in questi giorni.
L’ultimo, di Consiglio Federale, quello di ieri, si è concentrato sul tema dei controlli economici infrannuali sulle società professionistiche, che ha l’obiettivo di definire il quadro completo da portare in approvazione nella prossima riunione. Con specifico riferimento alla Lega Pro, si è deciso di dare delega al presidente federale, tenuto conto delle risultanze di quanto verrà deciso all’interno del tavolo tecnico, per l’adozione già dalla stagione 2026/2027 degli indici e degli indicatori per l’iscrizione al campionato, in anticipo rispetto a quanto previsto dal Piano Strategico del Calcio Italiano approvato nel marzo 2024.
Gravina ha ribadito la necessità di una riflessione complessiva sui format: “Le criticità evidenziano dei momenti di grande sofferenza all’interno del sistema. Nascondersi dietro a un dito continuando a dire che in Serie C le squadre falliscono da sempre non è più accettabile se vogliamo salvaguardare le competizioni e il valore del brand della Lega Pro e del calcio italiano”.
I paletti imposti dalla prossima stagione
Su proposta del presidente federale, sono stati condivisi alcuni principi che verranno implementati invece già dall’inizio della prossima stagione sportiva, come ad esempio: garanzia all’atto dell’ammissione di aver sanato tutte le pendenze della stagione precedente; obbligo di vincolare l’erogazione dei contributi da parte della Lega alla regolarità dei pagamenti ai tesserati da parte del Club; in caso di passaggio di proprietà di un Club, l’introduzione dell’obbligo per i nuovi acquirenti di prestare idonee garanzie a copertura del debito sportivo non solo pregresso (com’è attualmente), ma anche a quello che maturerà a fino al termine della stagione.
Cosa cambia per l’ACR Messina
Eliminato il problema per Turris e Taranto, ci sono almeno due società – in Serie C – che rischiano grosso, ovvero ACR Messina e Taranto. Per il club dello Stretto la situazione è nota: bucate le scadenze di febbraio, incombono ora quelle di aprile, ma la proprietà al momento non esiste e nulla di concreto si palesa all’orizzonte, a parte alcune interlocuzioni tra imprenditori e politica. Secondo i principi sopracitati ed esplicitati dalla Figc, uno degli “alert” imposti è la regolarità nei pagamenti della stagione precedente, “lasciapassare” per l’iscrizione al campionato successivo.
Al Messina, lo sappiamo, serve un miracolo per salvarsi sul campo, al di là della situazione societaria. Nonostante i sacrifici e il cuore della squadra, sono i problemi fuori dal rettangolo verde a preoccupare. E infatti, qualora dovesse verificarsi il miracolo sportivo, ovvero la salvezza attraverso i playout, non si dovrebbe far registrare alcun ritardo nelle scadenze di questa stagione per poter ottenere l’iscrizione alla prossima, ammesso che si riesca a trovare una proprietà seria, solida e credibile. Cosa significa? Significa che si devono obbligatoriamente saldare le scadenze bucate di febbraio, quelle di aprile e le ultime entro la stagione sportiva, che si chiude il 30 giugno. In caso di cambio di proprietà, invece, prestare idonee garanzie a copertura del debito sportivo non solo pregresso (com’è attualmente), ma anche a quello che maturerà a fino al termine della stagione.


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