A Reggio Calabria si parla di calcio. E in collegamento interviene… Andrij Shevchenko

L'ex attaccante del Milan Andrij Shevchenko interviene in collegamento a un evento a Reggio Calabria legato alla mostra "Il Calcio è Arte"

Si è conclusa da qualche settimana la mostra “Il Calcio è Arte” alla Pinacoteca Civica, ma non sono terminati gli incontri legati all’iniziativa protagonista a Reggio Calabria. Com’è noto, in questi mesi sono intervenuti tanti campioni: da Donadoni e Tassotti a Fabio Capello passando per Zambrotta e Cabrini. L’ultimo evento ha visto la presenza di tantissimi componenti della storia della Reggina, presso il CineTeatro Odeon. Oggi, però, è in corso un altro evento, all’interno di una lunga e ricca giornata – tra Odeon e Palazzo Alvaro – con figure ed esperti in ambito sportivo, dirigenziale, culturale. Tra i protagonisti principali, Ariedo Braida e Zvonimir Boban, ex calciatore e dirigente del Milan.

A loro, seduti sul palco e quindi in presenza, si è aggiunto un super ospite, seppur in collegamento: Andrij Shevchenko. L’ex attaccante del Milan, compagno di reparto di mille battaglie di Pippo Inzaghi, ex allenatore della Reggina, al Granillo ci ha giocato spesso, negli anni in amaranto della Serie A. L’attaccante ucraino però ha concentrato il suo intervento, sollecitato dalle domande del giornalista sportivo Alessandro Alciato – moderatore – sui ricordi che lo legano a Braida, colui che lo ha scoperto e che dalla Dinamo lo ha portato in Italia.

Shevchenko e l’incontro con Braida

“Mi fa piacere essere presente e parlare di un grande amico come Ariedo Braida. Per me lui è stata una persona che ha scoperto un giovane calciatore ucraino che stava giocando in Champions con la Dinamo. Ricordo ancora come adesso un aneddoto: una partita della Nazionale, dove Ariedo ha voluto vedermi. Dopo la partita ci siamo incontrati e lui mi ha detto: ‘con questa maglia vincerai il Pallone d’Oro e la Champions League”, il riferimento al Milan.

Sheva è Presidente della Federcalcio ucraina, in questi anni di guerra, e ha raccontato come il calcio viene vissuto in questo periodo difficile. “Il calcio è visto come una speranza, in questi anni di guerra in Ucraina. Sta dando un segnale molto positivo per la gente. Io vedo bambini, ma anche adulti, che grazie al calcio trovano momenti di unione davanti alla tv per le partite della Nazionale. Quando suonano le sirene, arrivano i droni, i calciatori non si fermano”.