Se leggessimo il post senza guardare l’autore potremmo pensare a un grande statista, magari al Presidente del Consiglio, oppure a un artista di livello, un attore famosissimo, un cantante internazionale, un calciatore di una big di Serie A. E invece è Filippo Quartuccio, Consigliere di Reggio Calabria. In un post sui social in cui se la prende con tutti, con tanti, ma senza puntare il dito contro qualcuno nello specifico, scrive che la gente lo invidia, perché a 22 anni è entrato in Consiglio Comunale. E poi dice anche che avviserà su dove andrà a mangiare con il Sindaco Falcomatà, così i paparazzi potranno appostarsi. Certo, già ce lo vediamo Fabrizio Corona pronto a nascondersi dietro gli alberi di Piazza Duomo.
Il post di Quartuccio è un vero e proprio delirio di onnipotenza. Toni duri, velenosi, contro chi ha diffuso la notizia di presunte spaccature con Falcomatà e anche verso chi ha parlato del suo patteggiamento per una condanna su firme false alle elezioni. Cita il vincitore di Sanremo Olly, parla di frustrazione e poi sottolinea che a lui non frega nulla di ciò che la gente scrive o dice. Ma allora, se proprio non interessa, perché farlo sapere con un post? Post che poi è stato commentato anche da Falcomatà con un “avanti, insieme”.
Lo riproponiamo integralmente.
Il post di Quartuccio
“SECONDO QUANTO RACCOLTO”
Se per raccolto intendessimo i frutti della terra, mi appellerei a papà per chiedere quale sia il segreto per avere tante cose buone da mangiare ogni giorno.
Probabilmente mi direbbe che ci vuole pazienza, che coltivare la terra è soprattutto sacrificio, che se si vuole fare bene bisogna essere soli, non distrarsi.
Insomma dedicarsi tanto.
Ed è il raccolto che preferisco perché profuma di impegno e dedizione, sacrificio e passione.
Come le sue mani, che portano ancora i segni, perché nella vita si sono impegnate a costruire.
Per raccolto, dalle nostre parti e nel “mondo” che abito da qualche anno, si intende altro, decisamente altro.
Siamo ai livelli della tragedia, del pettegolezzo, del gossip, di notizie che spesso sono destituite di ogni fondamento di verità.
Perché si sa, più provi a “tragediare” più in qualche modo ti accrediti in alcuni contesti.
Che stupido, pensavo che alcune cose non esistessero.
Pensavo che le facessero solo a Siracusa.
Mi sbagliavo.
Come se fossimo persone completamente diverse quando siamo a casa, in famiglia, a lavoro e poi nei palazzi istituzionali siamo altro. Non si sa bene cosa molte volte, ma siamo comunque altro.
La verità è che io non dedico attenzioni a chi non le merita.
Non considero chi ritengo indegno di condividere luoghi e momenti di socialità.
Non presto il fianco a chi pensa di potermi arrecare un danno spifferando notizie di vicende chiuse da tempo.
Ho un brutto carattere, si.
Lo riconosco.
Ma se una persona non vale, per me non vale mai. Mai.
E lo pago. Perché non sorrido a qualsiasi cosa succeda. A qualsiasi battuta venga fatta. O quando si prende in giro qualcuno.
Non sorrido perché penso che se lo facessero a me potrebbe non piacermi.
In questi giorni ne sono successe di cose ma io ho continuato a “ridere, mangiare, fare l’amore e poi stare in silenzio per ore”, ma anche dormire, dedicare tempo alla famiglia, giocare con il mio nipotino, portare il cane a fare i bisogni, andare a lavoro.
Insomma, se pensavate di ferirmi non mi pare che sia andata bene.
Però non mi rassegno.
Non posso credere che per un clic si sia disposti a pubblicare qualsiasi notizia.
Si, i clic danno da mangiare ai giornali online che altrimenti non esisterebbero.
Lo comprendo. Tutti tengono famiglia.
Ma non sulle spalle degli altri.
Non sulle storie delle persone.
E quando stiamo per fare qualsiasi cosa chiediamoci: e se la facessero a me? Mi piacerebbe?
Non che a me importi. I vostri commenti velenosi, acidi, cattivi e tanto altro, mi scivolano esattamente come scivola l’acqua quando faccio la doccia.
Chi offende gli altri è incapace di dare un senso alla propria vita.
Ecco, forse dovreste cogliere l’invito di Olly e “fare l’amore” che magari riuscite a diventare più buoni.
Il vero problema è anche la frustrazione, lo comprendo.
Sono entrato in Consiglio Comunale a 22 anni e lo capisco che tanti vorrebbero essere al mio posto.
Lo so, lo so bene.
E anche qui, è successo.
E in questi anni non siamo stati comodamente seduti sulle poltrone che, peraltro, sono piuttosto scomode se si pensa alla grande responsabilità di svolgere ruoli di un certo tipo.
Quindi, fatevene una ragione: se indietreggio lo faccio solo per prendere la rincorsa.
Giuseppe Falcomatà si fida di me e continueremo, insieme, a seguire un percorso che ci ha visti protagonisti in questi anni.
E no, non abbiamo litigato in questi giorni.
Non ci sono scintille in atto.
Non ci sono giochi d’artificio.
Non ci sono vibrazioni.
Non c’è nulla, nulla di tutto ciò come qualcuno ha scritto.
Chiederò al Sindaco di andarci a mangiare una pizza, in un locale pubblico della città, e magari vi farò sapere dove andremo così potrete appostarvi come i paparazzi.
Se vorrete ascoltare cosa diremo, potrete anche mettere delle microspie.
Potete scrivere quello che volete, quante cose volete, in che modo volete, dirmi quello che volete…NON ME NE FREGA NULLA!
NULLA!
NULLA!
NULLA!
Chiaro? Baci e abbracci”.


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