Ponte sullo Stretto, ambientalista tre volte

Ponte sullo Stretto, con l’opera di attraversamento stabile si realizzerebbe un nuovo modello di mobilità sostenibile su scala globale

La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina viene avversata, molto spesso, con argomentazioni che tirano in ballo l’impatto ambientale. C’è chi addita l’opera, addirittura, come un “ecomostro” capace di coprometere l’equilibrio ambientale dello Stretto. Accuse che trascurano volutamente il notevole contributo che l’opera di attraversamento stabile darà proprio alla salvaguardia dell’ambiente, e non solo sullo Stretto. Vediamo, nel seguito, i tre temi per i quali il Ponte garantirà un contributo non indifferente alla sostenibilità dei trasporti.

Più treni, meno emissioni

Uno degli effetti principali dell’opera sarà il forte incremento del traffico ferroviario tra la Sicilia e il resto d’Italia. Attualmente, il collegamento ferroviario tra l’isola e la terraferma è penalizzato dal trasbordo obbligato sui traghetti, con tempi di percorrenza dilatati e scarsa competitività rispetto al trasporto aereo. Uno studio del sottoscritto ha dimostrato che, con il Ponte, realizzando finalmente la continuità ferroviaria con il continente, la maggiore accessibilità su ferro avrà un effetto diretto sul traffico aereo.

Attualmente, molte tratte aeree tra la Sicilia e il continente coprono distanze relativamente brevi, che potrebbero essere percorse in tempi competitivi dai treni ad alta velocità una volta completata l’infrastruttura, da e verso le principali città italiane: soltanto 4 ore e mezza, ad esempio, da Catania a Roma e viceverrsa.

Si stima quindi un calo significativo del traffico aereo, con una riduzione compresa tra il 30% e il 40% dei voli sulle tratte Sicilia-continente, ed i relativi viaggiatori trasferiti su 32 treni ad Alta velocità al giorno che dall’isola raggiungerebbero Roma e le principali città del nord Italia. Questo passaggio al trasporto su rotaia non solo renderà i viaggi più convenienti ed efficienti per i passeggeri, ma contribuirà anche alla riduzione dell’impatto ambientale legato alle emissioni inquinanti del trasporto aereo.

A conti fatti, considerando il transfert modale stimato su base annua, e le lunghezze delle relative tratte, si perviene ad un dato complessivo di riduzione delle emissioni pari a circa 161.000 tonnellate di CO2 equivalente l’anno

Riduzione del traffico navale e delle emissioni

Un altro aspetto fondamentale riguarda la riduzione del traffico marittimo. Lo studio condotto dagli ingegneri Giovanni Mollica e Antonino Musca fornisce dati significativi in merito all’impatto del Ponte sul numero di attraversamenti effettuati dai traghetti nello Stretto di Messina. Attualmente, il trasporto marittimo tra Messina e Villa San Giovanni è caratterizzato da un elevato numero di corse giornaliere, che contribuiscono all’inquinamento atmosferico e al consumo energetico. Con il completamento del Ponte, si prevede un taglio drastico delle traversate, con una riduzione che potrebbe raggiungere 120.000 corse all’anno, pari a circa il 70% del traffico navale attuale. Questa diminuzione avrà un impatto significativo non solo in termini di decongestione dello Stretto, ma anche in termini di riduzione delle emissioni nocive e miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane adiacenti.

L’impatto ambientale della realizzazione del Ponte non si limita al solo abbattimento delle traversate marittime. La riduzione del traffico navale e aereo, unita all’incremento dell’utilizzo della ferrovia, si tradurrà in un beneficio diretto in termini di emissioni di gas serra. Secondo le stime disponibili, il nuovo assetto dei trasporti consentirebbe di abbattere 144.000 tonnellate di CO₂ ogni anno. Se si considera un orizzonte temporale più ampio, nell’arco di 40 anni, l’effetto cumulativo del passaggio al trasporto ferroviario porterebbe a una riduzione complessiva di 12,8 milioni di tonnellate di CO₂.

Questa transizione permetterà di avvicinare la Sicilia e l’Italia agli obiettivi di riduzione delle emissioni stabiliti a livello europeo, favorendo un modello di mobilità meno dipendente dai combustibili fossili.

Un impatto straordinario, su scala globale, per il trasprto delle merci

Oltre all’impatto locale e nazionale, il Ponte sullo Stretto avrà anche una valenza su scala globale. Secondo ulteriori analisi, eseguite nell’ambito di uno studio pubblicato sul sito “Sicilia in Prpgress” l’opera contribuirà a migliorare la sostenibilità complessiva del sistema dei trasporti, riducendo la dipendenza dalle rotte marittime che, a livello internazionale, generano una parte significativa delle emissioni di gas serra.

In particolare, il Ponte renderà più efficiente la logistica intermodale tra il Mediterraneo e l’Europa centrale, creando una vera e propria scorciatoia per le merci provenienti dall’Estremo Oriente e dirette nel continente europeo. Attualmente, gran parte del traffico navale commerciale che attraversa il Canale di Suez prosegue fino ai porti del Nord Europa, come Rotterdam e Amburgo. Con un’infrastruttura ferroviaria potenziata e un collegamento terrestre rapido tramite il Ponte, le merci potranno essere sbarcate nei porti del Sud Italia e trasferite direttamente via ferrovia, riducendo la necessità di lunghi percorsi navali.

La scelta dei porti italiani come scalo per le merci provenienti dal Far East, carta geografica alla mano, comporterebbe una riduzione del viaggio delle navi portacontainers dalla Cina all’Europa di almeno 5.000 km, se consideriamo il tragitto Augusta-Rotterdam.

A conti fatti, se consideriamo una singola portacontainers da 24.000 TEU, l’emissione di anidride carbonica si ridurrebbe di 14.000 tonnellate, mentre il costo del trasporto scenderebbe complessivamente di oltre 3 milioni di euro.

Se ipotizzassimo di ospitare, tra Augusta ed altri porti meridionali che possono ospitare questo tipo di nave, come Gioia Tauro e taranto, ogni giorno anche soltanto tre di queste navi, le emissioni di CO2 si ridurrebbero, ogni anno, di oltre 14 milioni di tonnellate. I costi di trasporto si ridurrebbero, su base annua, di oltre 3,4 miliardi di €!!

Cifre mostruose, che fanno impallidire i contributi alla sostenibilità dei trasporti citati in precedenza; basterebbe solanto una frazione di questi vantaggi, in termini di sostenibilità, per giustificare ampliamente la realizzazione del Ponte sullo Stretto e di tutte le opere connesse, Alta Capacità ferroviaria compresa.

Alla luce di questi dati, appare evidente che la realizzazione del Ponte rappresenterebbe una svolta significativa per il sistema dei trasporti italiani, consentendo un miglioramento complessivo della mobilità, una riduzione dell’inquinamento e un avanzamento verso gli obiettivi di sostenibilità. Il progetto, oltre a garantire una connessione più efficiente e diretta, contribuirà quindi a rendere i trasporti tra la Sicilia e il continente più moderni, ecologici e al passo con le esigenze della transizione energetica in atto.