Questa mattina, martedì 11 marzo, nuova seduta della Commissione Ponte sullo Stretto presso l’aula del Consiglio Comunale di Palazzo Zanca a Messina. Argomento della seduta l’approvvigionamento idrico dei cantieri, con specificazione dei quantitativi necessari per tutte le attività previste, delle fonti di approvvigionamento utilizzabili e delle eventuali maggiori risorse di cui godrà la città durante l’esecuzione dei lavori e alla fine degli stessi. Invitati, per relazionare in merito, l’Ingegnere Giacchino Lucangeli e l’Ingegnere Daniele Scammacca, tecnici della Società dello Stretto di Messina.
Lucangeli: “il fabbisogno idrico non impatterà sulle forniture attuali di Messina”
Il primo a prendere la parola è stato Lucangeli. “Il fabbisogno idrico dei cantieri non impatterà sulla forniture attuali della città di Messina. Questa non è un’affermazione di merito ma è frutto di uno studio del contraente generale. Il complessivo fabbisogno dei cantieri è stato calcolato in circa 70 litri al secondo. Tale fabbisogno va a incidere per circa il 6,5% del fabbisogno attuale di Messina. A quel punto sono state stabilite le soluzioni per garantire il fabbisogno, prendendo in esame varie alternative, come pozzi, dissalatori o trattamento acqua reflue. Alla fine dello studio il contraente generale ha pensato a nuovi pozzi, per una stima di 160 litri al secondo, circa il 10% del fabbisogno”. Questo intervento, molto sintetico, ha anticipato quello dell’Ingegnere Scammacca, che è andato nel dettaglio di questi dati con un’analisi più approfondita.
Scammacca e l’analisi sui dieci cantieri
Così Scammacca, che ha illustrato la situazione con l’ausilio di numerose slide. “Ci sono delle linee guida dell’Associazione Infrastrutture Italiane che si basano su 5 punti fondamentali: analisi dell’attività da svolgere, calcolo dei consumi idrici, calcolo dei volumi d’acqua recuperabili, utilizzo della risorsa evitando sprechi, perseguire l’autosufficienza idrica”.
“Su questo, il contraente generale ha elaborato uno studio di dettaglio. Nel Comune di Messina noi avremo dieci cantieri, che serviranno per realizzare altrettante opere”.
“Per quanto riguarda i materiali, verranno movimentati 12 milioni e mezzo di metri cubi”.
“Ci saranno due tipi di cantieri: logistici e operativi. Nei primi ci saranno dei villaggi, con l’alloggio del personale e un supporto logistico e con uffici e dormitori. Gli altri riguardano l’aspetto operativo del cantiere, con attrezzature, officine, impianti di lavorazione”.
“Verranno installati due pontili – uno per il materiale di risulta e uno per le costruzioni – che saranno utilizzabili a partire dal secondo anno per il trasporto dei materiali via mare. Inizialmente verranno trasferiti su gomma. Il cantiere avrà piste e nastri che passeranno sopra, si sovrapporranno alla viabilità ma non interferiranno con essa, non interesseranno la viabilità. I pontili verranno inseriti dopo il monitoraggio ambientale, durante il monitoraggio non si potranno inserire i pontili. Il Porto di Gioia Tauro sarà utilizzato per lo stoccaggio degli elementi”, ha aggiunto Scamacca.
“Se si troverà arsenico o altro, cosa farete?”, la domanda di un Consigliere. “Le indagini fatte sono accurate, quindi sappiamo cosa troveremo. Se poi dovessero esserci degli imprevisti, e quindi si dovessero trovare materiali inquinanti, verranno trattati come tali, con la stesura di un nuovo piano di utilizzo delle terre”, ha risposto l’Ingegnere.
I litri al secondo necessario per ogni cantiere, il rapporto con l’attuale fabbisogno di Messina e le soluzioni studiate per l’approvvigionamento
Scamacca ha illustrato, cantiere per cantiere, quanti litri al secondo di fabbisogno sono necessari. Il totale è di 67 litri al secondo, per tutte le opere. “Il contraente generale ha studiato l’attuale contesto messinese di approvvigionamento: al momento ci sono due acquedotti, Alcantara e Fiumefreddo, che serve il Comune di Messina. La disponibilità idrica del Comune di Messina è di circa 1.000-1.200 litri al secondo, a fronte di un fabbisogno di 1.050 litri al secondo. Ad oggi l’equilibrio è delicato, tra disponibilità e richiesta. Le soluzioni studiate per i cantieri del Ponte faranno in modo che il fabbisogno non impatti su quello del territorio di Messina“.
“Le soluzioni riguardano interventi previsti dal piano d’ambito, che sono 3”.
“Le soluzioni sono due: con fonti convenzionali e con fonti non convenzionali“.
“L’infrastruttura idrica rimarrà a disposizione della città anche dopo i cantieri del Ponte. L’analisi delle diverse ipotesi ha portato a individuare come soluzione ottimale la soluzione 1“.








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