Filippo Quartuccio, dopo aver patteggiato la condanna a sei mesi e 15 giorni di reclusione nel processo per le firme false alle elezioni comunali di Calanna del 2020, si è dimesso da Presidente della Commissione Consiliare VIII del Comune di Reggio Calabria (Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione). Quartuccio non si dimette, però, dagli incarichi più importanti: rimane consigliere comunale, consigliere metropolitano e delegato alla cultura per l’Amministrazione Falcomatà.
Nella lettera in cui annuncia le dimissioni, Quartuccio se la prende addirittura con la segreteria della commissione: “Questa decisione, per nulla facile, nasce per un verso da motivazioni personali e per altro verso da motivazioni prettamente operative che riguardano l’atteggiamento molto poco collaborativo assunto dalla segretaria di commissione e di cui l’ufficio preposto è a conoscenza dall’inizio. Tutto ciò, non mi consente di operare in serenità. Ritengo, dunque, che sia giunto il momento di fare un passo indietro per consentire una nuova guida della commissione, che possa proseguire con rinnovato slancio e impegno nelle attività du sua competenza“. Sì, anche in una lettera formale così importante Quartuccio è riuscito a lasciare sviste e refusi confermando una certa difficoltà con la lingua italiana.
Stiamo però tutti tranquilli, perchè nel finale Quartuccio aggiunge: “Restando a disposizione per una transizione serena e produttiva, rinnovo la mia disponibilità a contribuire in altri modi al buon andamento della vita amministrativa del nostro Comune“. I reggini erano infatti molto preoccupati che fermasse il suo lodevole contributo al bene pubblico.



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