Se la posizione della Russia è rimasta chiara, se quella USA è cambiata ma va in una direzione netta, quella dell’Europa è “sgangherata”, spaccata, confusionaria, ambigua. Il mondo litiga, Zelensky e Trump vanno allo scontro e – in tutto ciò – la UE ne esce malissimo, alla vigilia del vertice di domani a Londra. I paesi baltici, ad esempio, sono stati esclusi. “Hanno un piano… ma non sono stati invitati”, ha riferito una fonte, come riporta Fox News. Gli Stati baltici sono “molto scontenti” dopo che il Regno Unito non ha invitato i propri leader a partecipare al vertice sull’Ucraina di questo fine settimana, ha aggiunto la fonte diplomatica europea.
E intanto la Slovacchia si tira fuori ed esce allo scoperto, ufficializzando che “non sosterrà l’Ucraina né finanziariamente né militarmente per consentirle di continuare la guerra. Se altri sceglieranno di farlo, rispetteremo la loro decisione. La Slovacchia nutre riserve sulla strategia irrealistica della ‘pace attraverso la forza’, che mira solo a giustificare il proseguimento della guerra in Ucraina”.
L’appello di Orban
Il primo ministro ungherese Viktor Orban, altresì, ha esortato l’Unione Europea ad avviare colloqui diretti con la Russia e ha sottolineato le “differenze strategiche” nell’approccio della regione all’Ucraina, mettendo a nudo le divisioni tra Budapest e il resto del blocco in vista del vertice di emergenza sulla difesa. In una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il premier ungherese ha affermato che il blocco non dovrebbe tentare di adottare conclusioni comuni dell’UE al vertice del 6 marzo sulla difesa a Bruxelles, rilevando “differenze strategiche nel nostro approccio all’Ucraina che non possono essere colmate”. “Sono convinto che l’Unione europea, seguendo l’esempio degli Stati Uniti, dovrebbe avviare discussioni dirette con la Russia su un cessate il fuoco e una pace sostenibile in Ucraina”, ha detto Orban nella lettera, che è stata vista da Bloomberg News.


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