Domani l’ACR Messina è di scena a Cava de’Tirreni, per il turno infrasettimanale del girone C di Serie C, eppure a pochi – in questo momento – importa di ciò che succede in campo. La situazione fuori dal rettangolo verde, infatti, com’è noto, è grottesca e drammatica. Prima che salvare la categoria servirebbe salvare il titolo sportivo e per questo sono giornate frenetiche: la politica si è svegliata tardi e ora pretende risposte dalla proprietà di AAD Invest, che è scomparsa pur avendo garantito l’apertura alla cessione. A chi? Bella domanda.
Intanto, oltre al -4 della scorsa settimana – per via dei mancati pagamenti federali – il club biancoscudato rischia un’altra penalizzazione. Incombe, infatti, la scadenza del 14 marzo, che riguarda l’invio degli incartamenti da parte della proprietà alla Commissione della Covisoc, la Coaps. Quest’ultima è tenuta a valutare la solvibilità e credibilità delle società subentranti; verifica che si ottiene dopo aver ricevuto i documenti necessari. Ora, al di là del fatto che gli accadimenti di questi mesi abbiano già messo in luce con evidenza la realtà economica del fondo di Cissé, senza la presenza di questi documenti contabili, inviati entro la scadenza del 14, c’è il rischio di una nuova sanzione, che potrebbe essere una nuova penalizzazione.
Le ultime sul fronte societario
Sul fronte cessione, intanto, la situazione è meno limpida, lineare e fiduciosa rispetto a quanto possa apparire. In queste settimane sono usciti vari nomi: in alcuni casi si tratta di boutade, in altri di vere e proprie “toccate e fuga”. Sul ritorno di fiamma di Ettore Minore non c’è nulla di vero, mentre su Mannino ci sono più ombre che luci. Non si può considerare una speranza, invece, Massimo Ferrero, considerando i danni compiuti a Genova e l’insistente volontà di ritornare nel mondo del calcio (con sondaggi passati con Reggina e Paolana), non sappiamo però con quali risorse economiche. Tuttavia, l’ex patron della Sampdoria – come prevedibile – si sarebbe tirato fuori prima di cominciare, accusando AAD e Sciotto di non aver risposto. Una delle ipotesi più concrete, anche perché uscita allo scoperto, riguarda gli interlocutori “inviati” dal Presidente del Trapani Valerio Antonini al Sindaco Basile. Pista però, per il momento, raffreddata: non c’è un seguito e lo stesso Antonini ha parlato di situazione drammatica.
Insomma, di concreto c’è ben poco. Molta aria fritta, fuffa, aleggia invece dalle parti dello Stretto. Il Sindaco Basile chiede risposte con urgenza e chiarezza, ma è ben consapevole di essersi mosso in ritardo, dopo aver steso il tappeto rosso a Cissé e dopo aver assecondato gli anni di figuracce di Sciotto. A Messina la situazione resta complessa, a meno di miracoli. Intanto domani, prima del turno infrasettimanale, la classifica verrà nuovamente riscritta dopo l’esclusione della Turris.


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