“Se tutti gli ostaggi non saranno rilasciati entro mezzogiorno di sabato 15 febbraio, il cessate il fuoco dovrebbe essere annullato e si scatenerà l’inferno. Fermerò gli aiuti alla Giordania e e all’Egitto se non accetteranno i gazawi”. Così il Presidente USA Donald Trump interviene sulla questione ostaggi, dopo l’annuncio di ieri di Hamas su un possibile rinvio della liberazione degli ostaggi. Sul tema, Israele ha parlato di violazione del cessate il fuoco, mettendo in dubbio lo stesso.
Le minacce del presidente statunitense sulla liberazione degli ostaggi non fanno altro che “complicare ulteriormente le cose”: ha replicato Hamas. Ieri Trump ha definito “terribile” la minaccia di Hamas di rinviare la liberazione degli ostaggi. “Trump deve ricordare che esiste un accordo che deve essere rispettato da entrambe le parti e che questo è l’unico modo per restituire i prigionieri (ostaggi)”, ha detto alla Afp un alto funzionario del gruppo, Sami Abu Zuhri. “Il linguaggio delle minacce non ha alcun valore e complica ulteriormente le cose”, ha aggiunto.
Questione nucleare: “preferisco un accordo a un attacco”
Trump sulla questione nucleare con l’Iran: “Hanno molta paura. Tutti pensano che Israele, con il nostro aiuto, attaccherà l’Iran. Preferisco un accordo a un attacco. Controllateli (gli impianti nucleari) e poi fateli esplodere in modo ordinato, assicurandovi che non ci sia più niente. L’accordo nucleare di Obama era stupido. È impossibile concludere un accordo a breve termine. A questo punto l’accordo avrebbe perso la sua validità e l’Iran potrebbe legittimamente possedere armi nucleari”.
“L’Iran ha molta paura. La loro difesa aerea è scomparsa. La questione dell’esplosione dei cercapersone è stato per loro devastante. Sono molto spaventati. Saranno lieti di raggiungere un accordo. Sarei felice di raggiungere un accordo con loro senza doverli attaccare”, ha aggiunto Trump.


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