“Spett.me Redazione, vorrei complimentarmi per l’analisi impeccabile e puntuale che avete espresso relativamente alla situazione dell’ACR Messina. Inutile dire lo sconforto e la rabbia che albergano in Città. Il tifoso messinese, purtroppo, è divenuto vittima sacrificale di un sistema che, alla luce di ciò che sta accadendo, definire marcio credo sia eufemistico. Non si dovrebbe giocare con i sentimenti della tifoseria, ancora una volta abbindolata, raggirata e umiliata da avventurieri, mascherati da vampiri, pronti a succhiarne il sangue”. Comincia così il pensiero di Antonio Calafiore, tifoso del Messina che ha deciso di scrivere alla redazione di StrettoWeb per esprimere la sua delusione in merito alla situazione.
“Da troppo tempo, l’area dello stretto è divenuta meta di illusionisti e pifferai. Mai come in questi ultimi anni è diventata terra di conquista della serie “prego, si accomodino”. E mentre la Reggina abbozza un tentativo di rinascita, Messina è sull’orlo del baratro con una neo proprietà assente, della serie “se ci sei batti un colpo”. Nulla! Lo spirito non si materializza e il Messina rischia il tracollo. A mio modo di vedere, quella attuale è solo l’ultima di un processo involutivo nella gestione del calcio a Messina”, continua il tifoso.
Una storia che si ripete da 29 anni, a parte Franza
“È alquanto strano, infatti, come non tutti osservino che, a parte la meravigliosa parentesi Franza, questa è una storia che si ripete da 29 anni (poco meno di tre decenni!), tra serie C, C2 e D (Wikipedia docet). Ci si renderà conto che il peso specifico dei presidenti che si sono succeduti in questi 29 anni, è stato sempre lo stesso. Grammo più grammo meno. Il tutto tra fallimenti e ripartenze dalla serie D”.
“Credo che questo sia un punto prioritario da analizzare, volutamente trascurato, invece, dal solito pressappochismo, e da chi ritiene che i mali del Messina calcio siano circoscrivibili solo e soltanto alla gestione Sciotto, il quale rappresenta l’ultimo anello di una catena arrugginita che ha legato questi ultimi 29 anni alla storia del calcio messinese. Forse mi sbaglio, però ritengo che il passaggio di proprietà della Squadra – affossata in zona retrocessione, e avvenuto peraltro al giro di boa del campionato – poteva rappresentare l’antidoto giusto solo se il gruppo acquirente avesse avuto referenze importanti e dato delle garanzie, in primis economiche. Cosi non è stato!”.
Voi, prima di ogni altro, avevate sollevato dubbi e perplessità in ordine alla condizione finanziaria dell’acquirente, ritenuta “fragile”. Insomma, c’era il rischio concreto che si potesse passare dalla padella alla brace. L’invito alla cautela è stato disatteso. La superficialità l’ha fatta da padrone. Non ci si è posti alcun interrogativo sulla solvibilità dell’acquirente. Per molti, l’imperativo era che il Presidente Sciotto passasse la mano. Solo quello! E ora, che siamo con un pugno di mosche in mano, non sappiamo più a chi indirizzare le nostre doglianze. Solo un miracolo (rectius, atto di amore di qualcuno), potrà risollevarne le sorti. Resta l’amarezza di aver constatato che questi ultimi 29 anni di storia calcistica non hanno insegnato proprio nulla. Sempre, Forza Messina! Antonio Calafiore”, si chiude il pensiero del tifoso.


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