Ceramida è una piccola frazione di Bagnara che custodisce una storia davvero particolare che merita di essere raccontata. Una storia che ha come protagonista Rodolfo Passalacqua, stimato medico reggino che per diversi anni è stato Primario di oncologia a Cremona ma che non ha mai abbandonato la propria terra. Insieme al fratello Albino, infatti, da circa 20 anni si dedica alla coltivazione, da 15 alla viticoltura.
Una storia che affonda le radici (è il caso di dirlo) nella discendenza familiare. Lo scopo è nobile: contribuire a riqualificare dei terreni rimasti abbandonati per tanto tempo in una zona che rischiava di essere dimenticata per sempre.
La storia del dott. Passalacqua: la passione per la sua terra e la salvaguardia dello Zibibbo
Un medico che lavora al Nord Italia e scende, almeno 10 giorni al mese, per prendersi cura dei suoi terreni. La storia del dott. Passalacqua è davvero singolare. “Fin da piccoli io e mio fratello abbiamo avuto un rapporto positivo con la terra”, racconta ai microfoni di StrettoWeb, spiegando di essere figlio di agricoltori di agrumi. Una passione spinta anche dal desiderio di non lasciare morire un territorio che a partire dagli anni 60, con lo sviluppo industriale e le grandi migrazioni lavorative verso il Nord Italia, si è progressivamente spopolato lasciando dietro di sé una sensazione di tristezza e malinconia.
I campi da rigogliosi erano diventati incolti; i caratteristici muretti a secco inghiottiti dalla vegetazione; delle tante persone, soprattutto donne, che svolgevano un lavoro faticoso e dignitoso nei campi, era rimasto solo il ricordo. I fratelli Passalacqua hanno deciso quindi di comprare dei terreni e di fondare l’Azienda Agricola “Ceramida” per prendersi cura della “terra dello Zibibbo di Bagnara, uno Zibibbo diverso da quello che si trova in altre zone della Sicilia e della Calabria: più buono, più croccante, dolce e profumato che dà dei vini molto buoni”.

Nel 2018, dall’unione di più persone mosse dagli stessi interessi, è stata creata anche la “Cooperativa Agri Costa Viola” che raccoglie chiunque abbia intenzione di lavorare la terra e mettersi in gioco, dando consigli pratici e alimentando anche la produzione dell’uva e del vino in modo da poter avere un brand e una Doc.

Un’azienda agricola in conversione biologica
L’Azienda Agricola “Ceramida”, che sarà protagonista a “Slow Wine” a Bologna, conta oggi 1.2 ettari di terreno che producono circa 4000 bottiglie IGP Costa Viola divise fra Zibibbo “Sole d’Aspromonte” e Chardonnay come bianchi e Calabrese Nero, rinominato “Nero d’Aspromonte”, e Syrah come vini rossi. “Abbiamo vigneti terrazzati con muretti a secco patrimonio Unesco – racconta il dott. Passalacqua – È una viticoltura che presenta molte difficoltà, motivo per il quale è stata abbandonata in passato. La meccanizzazione è quasi assente, è tutto lavoro manuale. Però grazie alle caratteristiche del suolo, del clima, al terreno, permette di avere una qualità superiore”.

Il dott. Passalacqua ci ha spiegato che per ottenere un vino di qualità bisogna prestare grande attenzione al suolo. L’azienda Agricola “Ceramida” è attualmente in conversione biologica, ovvero sta adottando delle pratiche di coltivazione che la porteranno ad avere la certificazione bio. Molto importante, in questo senso, l’utilizzo del sovescio, una pratica agronomica utilizzata per migliorare la fertilità del suolo attraverso l’incorporazione di piante appositamente coltivate (in questo caso leguminose, il favino) e successivamente interrate.
La decomposizione della biomassa vegetale fornisce humus e nutrienti essenziali, migliorando la disponibilità di azoto, fosforo e potassio. In questo modo viene eliminato l’utilizzo di materiale chimico ottenendo un prodotto naturale, sano e di alta qualità.

Vino attrattore turistico: escursioni, eno-tour e una panchina speciale
Ceramida di Bagnara si trasforma da piccola frazione a meta turistica per gli appassionati del vino. La conformazione della zona, unita a un sentiero percorribile che dal Paese permette di arrivare fino al porto con una vista incredibilmente suggestiva, è perfetta per chi ama le camminate all’aria aperta e le escursioni. Molto apprezzati anche gli eno-tour con degustazione di prodotti tipici abbinati al vino. E c’è anche una chicca per gli appassionati di storia: il cosiddetto “sentiero francese”, costruito dai francesi durante la ritirata di Gioacchino Murat dalla Sicilia verso la Calabria. Ad arricchire la sentieristica della zona anche il Tracciolino e l’antica strada romana Popilia che passa da Ceramida.

A metà del percorso, in uno splendido punto panoramico fra i terreni coltivati, è presente anche una panchina speciale. Si tratta della “Panchina di Rocco”, dedica alla memoria di Rocco Salerno, uno dei fondatori della cooperativa, scomparso a causa di un tumore. La panchina è diventata, negli anni, il punto perfetto per sedersi ad ammirare l’orizzonte in perfetto relax, in mezzo alla natura, lontani dai ritmi frenetici della città. Un piccolo spazio quasi fuori dal tempo, ma anche un luogo molto scenografico in cui scattare un selfie e creare contenuti social che possano aiutare a fare promozione del territorio.

E quindi, non possiamo che unirci all’appello del dott. Passalacqua a non lasciare abbandonate queste terre, questa storia, questa bellezza: “questo luogo può essere valorizzato in due modi: incentivando l’enoturismo, un turismo pulito, che non distrugge il territorio, che ti dà la possibilità di avere degli introiti da investire nuovamente sul territorio; e con il rispetto del territorio: se riusciamo a ripristinare i vecchi vigneti impediamo la speculazione edilizia”.
Chiunque leggendo questo articolo e vedendo queste splendide immagini avesse voglia di fare qualcosa di concreto per il territorio, avesse voglia di unirsi alla cooperativa in maniera pragmatica, può rivolgersi direttamente al dottor Passalacqua o alla cooperativa stessa e sarà accolto a braccia aperte, con un bicchiere di vino e tanta voglia di fare.




























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