Nelle ultime settimane, leggendo e pubblicando i comunicati stampa ufficiali inviati dal Comune di Reggio Calabria, spesso è venuto fuori il nome di Antonio Ruvolo indicato quale “Capo di Gabinetto” dell’ente, figura di grande importanza all’interno del quadrilatero di Piazza Italia. Altrettanto importanti sono le sue funzioni e gli ambiti nei quali si ritrova ad operare.
Giusto per citare alcuni esempi: Ruvolo è intervenuto nel confronto ambulanti-Amministrazione per la gravosa questione di Piazza del Popolo; ha preso parte all’incontro tra la delegazione docenti-genitori e l’Amministrazione nata dalla questione riguardante la mancanza di impianti di riscaldamento/raffrescamento dell’Istituto Comprensivo “Galluppi-Collodi-Bevacqua-Giudice Scopelliti”; nonchè a un importante incontro istituzionale per il futuro assetto urbano della città.
Nei rispettivi resoconti fatti dal Comune sulle varie vicende sopracitate, pubblicati attraverso comunicati stampa ufficiali, Antonio Ruvolo è presentato come “Capo di Gabinetto“. Questa qualifica risulta però poco chiara.
Ruvolo, già consigliere comunale nella prima consiliatura Falcomatà con delega alla Protezione Civile, nonchè importante esponente della sinistra reggina, è stato assunto, nel giugno 2024, con incarico fiduciario, come semplice collaboratore nello staff del sindaco Falcomatà.
Nei documenti ufficiali dell’Ente, infatti, Ruvolo non viene associato alla carica di Capo di Gabinetto anche perchè nel nuovo schema riguardante il personale dell’Amministrazione, voluto dal sindaco Falcomatà, non c’è traccia della figura del “Capo di Gabinetto”. Una carica che il primo cittadino ha semplicemente abolito, stralciato, rispetto al passato.
Un dettaglio non da poco. Le differenze fra i due ruoli, quello di semplice funzionario dello staff del Sindaco e quello di Capo di Gabinetto del Comune, non sono trascurabili in termini di stipendio, di importanza e soprattutto di mansioni e incarichi da poter svolgere.
Un semplice collaboratore dello staff del Sindaco, per esempio, non potrebbe rappresentare l’Amministrazione a meno che, ogni volta, non venga autorizzato dal Sindaco tramite atto ufficiale. Un’incongruenza, un’informazione poco chiara, un vero e proprio mistero all’interno del Gabinetto di Palazzo San Giorgio.


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