Primo ospite straniero alla Casa Bianca. Donald Trump riceve la visita di Benjamin Netanyahu, leader israeliano. Diversi i temi caldi sul tavolo, fra i quali spicca la seconda fase della fragile tregua a Gaza. Trump si aspetta da Netanyahu una rassicurazione sulla fine rapida del conflitto, la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e l’avvio della normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita.
“Trump ha inviato un grande emissario in Israele. Sono contento che sia alla Casa Bianca“, ha dichiarato Netanyahu nello Studio ovale rispondendo ad una domanda su chi tra Joe Biden e il tycoon avesse avuto un ruolo maggiore nell’accordo per la tregua a Gaza. “Sono per la liberazione di tutti i nostri ostaggi e il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi di guerra, compresa la distruzione di Hamas“, ha aggiunto.
Non solo richieste, anche ‘favori’. Trump dato dato il via libera per approvare nuovi trasferimenti per circa 1 miliardo di dollari in armamenti militari (fra i quali 4700 bomber e bulldozer blindati) verso Israele.
La questione Iran: duro avvertimento a Teheran
L’intelligence americana sembra essere entrata in possesso di informazioni circa la possibilità che un team segreto di scienziati iraniani stia esplorando un approccio più rapido, seppur più rudimentale, per sviluppare l’arma atomica. Le informazioni sono state raccolte negli ultimi mesi dell’amministrazione Biden, quindi trasmesse al team di sicurezza nazionale del presidente Trump durante la fase di transizione. Negli anni trascorsi da quando il tycoon si è ritirato dall’accordo nucleare del 2015, Teheran ha ripreso la produzione di uranio e ora ha abbastanza carburante per realizzare quattro o più bombe ma questo non è sufficiente per produrre effettivamente un’arma.
Trump si è detto pronto a contrastare la “maligna influenza” dell’Iran con un provvedimento esecutivo piuttosto duro e ha anche dato l’ordine di “annientare” l’Iran nel caso in cui tentassero di assassinarlo. Trump ha anche affermato che gli USA hanno il diritto di bloccare le vendite di petrolio dell’Iran ad altre nazioni.
Trump ha anche annunciato l’anticipata uscita degli Stati Uniti dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu, che in passato ha accusato di faziosità nei confronti di Israele, e lo stop dei fondi all’Unwra.
Palestinesi via da Gaza verso Egitto e Giordania
L’inviato di Trump in Medio Oriente, Steve Witkoff, ha parlato del futuro dei palestinesi sottolineando come sia “assurdo che i palestinesi possano ritornare tra cinque anni a Gaza“.
Trump si è detto convinto che “i palestinesi sarebbero entusiasti di lasciare Gaza” e che sarebbe meglio “ricostruirla prima” per farla diventare un “posto bello e sicuro“. Nel frattempo, sostiene il presidente, i palestinesi dovrebbero andare in Paesi come Egitto e Giordania che però hanno già messo il loro veto. In proposito, Trump non ha dubbi: “accetteranno”, come ha già fatto il Messico.


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