“Se avessi la consapevolezza che l’America e l’Europa non ci abbandoneranno, ci sosterranno e forniranno garanzie di sicurezza, sarei pronto a qualsiasi formato di dialogo”: così, in un’intervista alla tv britannica Itv ripresa dal Guardian, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato la telefonata tra Donald Trump e Putin sulla fine del conflitto. “Un conflitto congelato – ha affermato – porterà a più aggressioni ancora e ancora. Chi vincerà i premi e passerà alla storia come vincitore? Nessuno. Sarà una sconfitta assoluta per tutti, sia per noi, come è importante, sia per Trump”, ha detto il leader ucraino.
Trump, ha detto Zelensky come riporta Reuters online, “non ha bisogno solo di porre fine alla guerra, ha bisogno di agire in modo che Putin non abbia più alcuna possibilità di muoverci guerra. Questa è la cosa principale e tutti dovrebbero riconoscerlo. Sarebbe una vittoria”.
Il leader ucraino ha affermato che Kiev non vuole che si ripeta l’esperienza degli accordi di pace e dei colloqui che non hanno prodotto risultati negli anni prima all’invasione su vasta scala di Mosca del febbraio 2022. E questo, ha detto, significa mettere in atto garanzie di sicurezza. “Se ci sono garanzie di sicurezza, allora possiamo parlare di una fine della ‘fase calda’ della guerra. Dovete capire che abbiamo bisogno di sapere esattamente come finirà questa guerra. Che siamo tutti dalla stessa parte dell’America e dell’Europa”, ha detto.
Passi avanti, dunque, dopo le interlocuzioni di Trump con Putin e Zelensky, le aperture pubbliche di entrambi, la bozza di preparazione di un piano e le ultime parole del Presidente Usa: “stiamo cercando di porre fine a questa guerra, guerra che non sarebbe mai esplosa se fossi stato presidente, ma stiamo facendo progressi”, ha detto Trump a bordo dell’aereo presidenziale Air Force One, in volo verso New Orleans per il Super Bowl.
Cosa si sono detti Trump e Putin al telefono
Donald Trump e Vladimir Putin si sono parlati al telefono per negoziare la fine della guerra in Ucraina. A rivelare il colloquio (o i colloqui) è stato lo stesso presidente americano in un’intervista al New York Post, scherzando su quante volte si sono sentiti: “E’ meglio che non lo dica”, ha risposto con un sorriso per mettersi al riparo dalle critiche che da tempo accompagnano i suoi rapporti con il Cremlino. E’ la prima conferma ufficiale di colloqui diretti fra i due leader, che molti sospettavano ma nessuno finora aveva certificato. A dire di Trump, anche il presidente russo sarebbe preoccupato per il numero dei morti sul campo di battaglia: “Vuole che si smetta di morire”, ha riferito il capo della Casa Bianca senza scendere nei dettagli.


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