Il Catanzaro sta facendo meglio della scorsa stagione. E già questo è un fatto importante e anche abbastanza clamoroso. E non in termini prettamente numerici, perlomeno non solo in quelli. Ha acquisito consapevolezza, solidità, saggezza, tutte doti difficilmente assimilabili con questa velocità e in pochi mesi, soprattutto dopo aver cambiato guida tecnica e dopo sfiorato la Serie A da neopromossa. Più volte, infatti, abbiamo ribadito quanto fosse difficile ripetersi la stagione dopo aver conquistato i playoff provenendo dalla C. Non mancano i doppi salti dalla C alla A, negli anni, ma se questi falliscono per poco poi è quasi impossibile ripetersi. Basti pensare al Bari, due anni fa a 60 secondi dalla Serie A e nella scorsa stagione a giocarsi la permanenza in cadetteria ai playout.
Già per questo, e lo ribadiamo, la stagione del Catanzaro è straordinaria. Oltre all’allenatore, che è cambiato dopo tre anni di successi e automatismi “Vivariniani”, sono andati via anche diversi big, rimpiazzati da scommesse e giovani. Il risultato? Non è cambiato, anzi è migliorato. Oggi la compagine di Caserta fa registrare una solidità disarmante, un equilibrio invidiabile. Perché se quella di Vivarini era più sbarazzina, divertiva e segnava tanti gol, era anche alto il rischio di una sconfitta inaspettata, di qualche gol di troppo che poteva compromettere la partita. Quest’anno no. E infatti Caserta ha perso pochissimo, soltanto tre volte, il che fa della sua squadra quella con meno sconfitte della B insieme allo Spezia (tra l’altro prossimo avversario). Ovviamente, i 15 pareggi (nessuno come i giallorossi) hanno contribuito al 5° posto.
Già, il 5° posto. La grandezza dei numeri sta tutta qui. Un 5° posto che, rispetto alla scorsa stagione (classifica più corta ma anche maggiori possibilità di agguantare le prime), è già – a metà febbraio – saldamente conservato. Con la vittoria di venerdì sera – e i pareggi di Bari, Cesena, Palermo e Modena – Iemmello e compagni hanno un bel +7 sulla 9ª, il Palermo. Si tratta di una distanza abbastanza considerevole e che regala grandi certezze sulla disputa dei playoff per la seconda stagione di fila. Tra l’altro, oggi, il 4° posto dista solo due punti; è occupato dalla Cremonese, che sta vivendo un po’ di alti e bassi.
Le risorse spese e i paragoni con chi ha investito molto di più (raccogliendo molto meno)
Già la posizione attuale rappresenta un grande traguardo (è quella finale della scorsa stagione), figurarsi riuscire ad agguantare la 4ª, anche in ottica playoff. Pure perché, è questo il dato più importante, il Catanzaro si sta sedendo al tavolo delle grandi in tutti i sensi, cioè al tavolo di squadre che – pur spendendo tre volte di più – si trovano più in basso. Si pensi al Palermo o alla Sampdoria, ad esempio, ma anche alla stessa Cremonese, che ha speso tantissimo anche quest’anno e anche quest’anno si trova fuori dalla lotta per la promozione diretta. Per non parlare delle varie Salernitana e Frosinone, che rischiano la retrocessione diretta.

A tal proposito, questo messaggio è stato ben evidenziato dal presidente Floriano Noto: “noi lottiamo sul mercato e in campo contro colossi che si possono permettere il lusso di spendere tanti milioni anche per giovani e noi onestamente non abbiamo questa potenzialità”. Un concetto abbastanza chiaro, che avvalora ancor di più il grande lavoro svolto dalla proprietà giallorossa in questi anni”.
Floriano Noto non nomina la Serie A, ma la realtà dice ben altro
Sempre Floriano Noto ha ribadito un altro concetto: “alla Serie A non ci penso proprio, e lo dico con grande onestà. Non abbiamo mai riflettuto, nel senso di dire ‘pianifichiamo la Serie A’. È un insieme di combinazioni e manca un requisito fondamentale: gli investimenti per portare la A diretta noi non ce li possiamo permettere. Può capitare, ed è chiaro che se capita l’accettiamo. Non mi aspettavo queste performance: a inizio stagione avevo chiesto di entrare tra le prime 10-12, restando a metà tra playout e play-off, quindi una salvezza tranquilla”.
La realtà dice però altro: che il Catanzaro non si può nascondere. Oggi sono 11 i punti sui playout e – come detto – 7 sulla 9ª, la prima fuori dai playoff. La realtà dice anche che questa squadra non perde quasi mai e che lo ha fatto solo una volta negli ultimi 4 mesi e oltre. Ma c’è di più: se prima, al contempo, pareggiava anche tantissimo, oggi ha cominciato a macinare vittorie con una certa frequenza (e consapevolezza).
E infatti, analizzando la classifica delle ultime dieci partite – e cioè dall’1-2 a Palermo del 15 dicembre – il Catanzaro sarebbe 3°, a -1 dal Pisa secondo, a lottare per la Serie A diretta. E’ la dimostrazione che – dopo fisiologiche settimane di adattamento al nuovo allenatore e al nuovo ciclo – ora la squadra ha assimilato ed è cresciuta tatticamente e psicologicamente. E’ una compagine in piena forma, insomma, e per questo non può più nascondersi. Può e deve lottare per un sogno che oggi non è utopia.

Foto: diretta.it


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