Akragas, Arnone e la battuta su Achille Lauro. Poi ammette: “ho risparmiato una vergogna enorme”. E i tifosi protestano: “diserteremo lo stadio”

Il nuovo patron dell'Akragas Giuseppe Arnone prova a rassicurare la piazza, ma gli ultrà annunciano lo sciopero del tifo

La situazione in casa Akragas continua ad essere in continua evoluzione. Dal caos delle scorse settimane – con dimissioni, acquirenti-fantasma e denunce per truffa – all’aiuto della politica, alla nuova illuminazione dello stadio e all’avvento di Giuseppe Arnone, che ha scongiurato quello che sembrava essere un ritiro in piena regola. Arnone ha spiegato di aver “risparmiato ad Agrigento situazioni di vergogna enorme. L’Akragas è priva del becco di un quattrino. I calciatori hanno potuto cenare con le pizze offerte da me”, ha affermato ai canali ufficiali del club.

Tuttavia, il nuovo patron ha provato a rassicurare la piazza: “nutro ottimismo sulla mia capacità di portare a termine questo campionato perché credo che gli impegni presi dall’Onorevole Pisano e dal Sindaco, nella riunione ristretta di sabato mattina con il gruppo dirigente, saranno mantenuti. Sono arrivati i primi soldi che alcuni imprenditori avevano promesso e possiamo iniziare a respirare. Voglio tranquillizzare i tifosi, che devono tenersi pronti al mio appello; se sarà necessario a manifestare davanti alla sede del Comune di Agrigento”.

Non manca una battuta: “ho detto al Sindaco che la squadra di calcio ha una valore sociale e culturale ben maggiore dei concerti che si organizzano ad Agrigento. Quando viene Achille Lauro, lui non fa cantare e suonare 300 ragazzini ogni anno, come invece fa l’Akragas con le scuole calcio. Per tutti, la salvezza dell’Akragas, è un punto di onore essenziale, perché altrimenti ci riderà dietro l’intera Italia”.

Il comunicato degli ultrà

Tuttavia, nonostante queste rassicurazioni, la tifoseria organizzata non si dice del tutto tranquilla, anzi. Per questo, gli ultrà hanno annunciato lo sciopero del tifo e diserteranno lo stadio: “Dopo giorni tormentati e posizioni non sempre concordanti, i gruppi organizzati della Curva Sud, hanno deciso a malincuore di non presenziare più ad alcuna partita dell’Akragas fino a quando non verrà fatta pulizia di tutti i personaggi responsabili di questo disastro. Non entrare allo stadio è un atto doloroso ma necessario. Non è abbandonare la maglia e i nostri colori, ma è una forma di rispetto e di difesa contro una gestione societaria approssimativa e penosa che ci ha portati a subire tremende umiliazioni anche non sportive note a tutti”, si legge.

“Non entreremo allo stadio fino alla fine della stagione e invitiamo tutti gli appassionati che seguono l’Akragas a fare lo stesso, lasciando sola questa società non degna del nostro passato, nella speranza che si possa porre fine a questa agonia e continua umiliazione in attesa di giorni migliori in cui potremo tornare ad alzare al cielo con orgoglio i nostri amati vessilli. Appuntamento, per restare fuori lo stadio, domenica 02 marzo alle 14:30 davanti la curva sud con sciarpe e bandiere per una mobilitazione a sostegno e difesa della nostra Akragas. Se sei vero akragantino non puoi mancare!”.