Reggio Calabria, le strazianti parole dell’ambulante che ha tentato di darsi fuoco a piazza del Popolo: “per il sindaco la mia vita non conta nulla”

Venerdì 10 gennaio un venditore ambulante preso dalla disperazione ha tentato di darsi fuoco bloccando la strada

La situazione di Piazza del Popolo sta rimbalzando quotidianamente a Reggio Calabria. La piazza per il momento è stata sgomberata dai venditori ambulanti che questa mattina hanno protestato davanti a Palazzo San Giorgio per chiedere delucidazioni. Venerdì 10 gennaio un venditore ambulante preso dalla disperazione ha tentato di darsi fuoco bloccando la strada. Per fortuna l’uomo, che in mano teneva una tanica di benzina, è stato bloccato dai Carabinieri. Intervistato ai microfoni di StrettoWeb, questa mattina, l’ambulante ha spiegato i motivi del folle gesto.

“Questo gesto è che il giorno prima i vigili ci hanno detto che non potevamo lavorare più. Io sono moroso nei confronti del Comune perchè non mi hanno dato la possibilità di pagare le rate in piccole parti, purtroppo non sono riuscito a gestire la cosa. Sono diventato moroso perchè il Sindaco, che era venuto a Piazza del Popolo nel momento delle votazioni, ci aveva promesso che il mercato lo portava a vincere contro l’abusivismo. Quando è diventato sindaco il tutto è andato peggio. Non riuscendo a pagare le tasse mi sono trovato che ho divorziato con mia moglie, ho perso i miei figli, ho perso la casa, mi hanno sequestrato la merce e mi sono trovato nella disperazione. Per il sindaco la mia vita non conta nulla, buttandoci in mezzo alla strada che vita è senza un lavoro. E’ 50 anni che lavoro li dentro e per colpa sua mi trovo in queste condizioni. Chiedo legalità, controlli, pulizia, non cerchiamo abusivismo”.