La (netta) differenza tra Reggina e Siracusa

La differenza tra Reggina e Siracusa: da una parte Barranco fallisce lo 0-2, dall'altra la riserva Sarao fa doppietta

Il calcio è semplice: vince chi fa gol. Chi fa gol resta nella storia perché vince partite e campionati. Poi ci sono le grandi prestazioni, i tanti tiri in porta, i miracoli dei portieri avversari. E quindi, pur giocando bene, senza gol non si vincono partite e campionati né si fa la storia. D’altronde, anche il grande Max Pezzali, ne “La dura legge del gol”, lo evidenzia bene: “loro stanno chiusi ma alla prima opportunità salgon subito e la buttan dentro a noi”. 

E quindi si può giocare bene fino a domattina, ma per vincere, ribadiamo, bisogna far gol, farne uno in più degli avversari, e a volte questi arrivano dagli attaccanti. Più ce ne sono, più sono forti, più aumentano le probabilità di vincere le partite e i campionati, anche nelle partite che si giocano male, figurarsi in quelle che si giocano bene. Ecco, da qui il titolo: “La (netta) differenza tra Reggina e Siracusa”. La risposta è proprio questa.

La Reggina ieri ha giocato una buona prova, a Scafati, almeno per un’ora. Corta, compatta, attenta, alta. Ma ha segnato solo un gol, ne ha falliti diversi e ha subito il pari nella prima vera grande occasione. Tralasciando il rigore, che si può anche sbagliare, l’occasione di Barranco grida ancora vendetta e in quel momento, un minuto prima del pari, avrebbe difatti ammazzato la gara. Nulla da fare, però: palla fuori, a pochi centimetri dal palo.

Non centimetri, ma qualche chilometro più a Sud, a Ragusa, un certo Manuel Sarao regalava la vittoria al Siracusa in rimonta. Un successo di vitale importanza, per la capolista, perché arriva a una settimana dal primo capitombolo interno stagionale contro la sorpresa Sambiase. Sarao, dunque, il grande protagonista, con una doppietta. Sarao che, però, non è neanche titolare. Ebbene sì. Sarao gioca in panchina e ieri è sceso in campo dal primo minuto per la squalifica a Maggio, il centravanti principe. Il Siracusa è al primo posto non per caso: Sarao in panchina e non è il solo.

Alla Reggina, ad oggi, restano Barranco e Curiale, Curiale e Barranco, come centravanti. Ah no, c’è Rosseti. Siamo a metà gennaio e di attaccanti nemmeno l’ombra. “Non prenderemo tanto per”, dice la società, che un Sarao lo sognerebbe. Anche se mesi fa, un suo dirigente, in una trasmissione televisiva ne parlò quasi con disprezzo. Eppure Sarao non ha solo castigato la Reggina nello scorso playoff, ma lo ha fatto – indirettamente – anche ieri pomeriggio. E’ la dura legge del gol, degli attaccanti, del calciomercato e della forza economica di un club. Per il resto, giochiamo fino a domattina…