Meloni in Arabia Saudita: “incontrerò Santanchè. Proteste Anm? Smetta di criticare”

Il premier da Gedda in Arabia Saudita parla del caso Santanchè: “il rinvio a giudizio non è motivo per le dimissioni, faremo una valutazione”

Il premier da Gedda in Arabia Saudita parla del caso Santanchè: “il rinvio a giudizio di Daniela Santanchè “non giustifica le dimissioni. Non esiste nessun braccio di ferro. La incontrerò per parlarle, prima di salire sulla nave Amerigo Vespucci, ancorata a Gedda. Negli ultimi giorni ho sentito ricostruzioni infondate ma mi rendo conto che anche il mio silenzio possa averle alimentate. Non c’è alcun braccio di ferro, preoccupazione o imbarazzo che mi porterebbe a saltare addirittura le sedute del Consiglio dei ministri, o spostare la data della mia visita in Arabia saudita per non incontrare il ministro Santanchè. Io non credo che un semplice rinvio a giudizio sia esso stesso motivo di dimissione. Penso anche che il ministro Santanchè stia lavorando ottimamente. La valutazione che semmai va fatta è quanto questo possa impattare sul suo lavoro di ministro e che anzi forse deve fare soprattutto lei ed è quello su cui io attualmente non ho le idee chiare”, rimarca Meloni.

“Penso che la incontrerò, in questi giorni non sono riuscita, le mie giornate non sono state serenissime. Non era una mia priorità rispetto alle cose delle quali mi sto occupando, la situazione è abbastanza fluida ma sicuramente parlerò con Daniela”, evidenzia Meloni.

“Le proteste sono legittime ma sono rammaricata da questo atteggiamento dell’Anm”

“Sono rammaricata per le proteste dell’associazione nazionale magistrati durante le inaugurazioni dell’anno giudiziario nelle corti d’appello. Le proteste sono legittime ma sono rammaricata da questo atteggiamento dell’Anm per cui ogni riforma sul tema giustizia diventa un’apocalisse, una fine del mondo che bisogna sempre criticare senza se e senza ma”, evidenzia Meloni. Questo significa che i cittadini decidono attraverso i programmi di chi vince le elezioni quali debbano essere le scelte della politica. Noi stiamo facendo qualcosa di perfettamente adeguato al dettato costituzionale mentre io non trovo nella Costituzione che la giustizia non si può riformare”, conclude Meloni.