“Idiaru clown”, la coreografia in Messina-Viola: il caso razzismo e la rivalità nello Stretto

I tifosi della Basket School Messina hanno esposto diversi cartelli raffiguranti Idiaru vestito da clown: il caso razzismo che dura dalla gara di andata

Netta sconfitta per la Viola nel derby contro Messina, una gara che al netto della categoria, risulta sempre molto accesa e sentita. Del resto, un derby è sempre un derby, specialmente vissuto a queste latitudini. Sono lontani i fasti di Reggina-Messina nel calcio, una delle rivalità più accese dello sport del Sud Italia, di questi tempi è il basket a tener vivo il campanilistico titolo di ‘padroni dello Stretto‘.

All’andata ha vinto la Viola, al ritorno Messina. I neroarancio sono primi in classifica, Messina in zona Play-In. Chissà se le due squadre dovessero incontrarsi nuovamente anche ai Playoff che cosa potrebbe succedere.

La coreografia e il caso razzismo

A gettare benzina sul fuoco, se mai ce ne fosse stato bisogno, è stata la coreografia dei tifosi del Messina che hanno preparato la gara a dovere con striscioni, bandiere e anche dei cartelli esposti a fine gara che non potevano passare inosservati. Nelle foto in questione si vede Efe Idiaru, guardia della Viola, con una parrucca da clown.

Il riferimento è a quanto accaduto all’andata, al parapiglia generatosi per un presunto insulto razzista rivolto da un dirigente di Messina allo stesso Idiaru che ha denunciato l’episodio in conferenza stampa. Da Messina è stato sempre negato ogni insulto razzista. Da qui i cartelloni che sottolineano come Idiaru, a loro dire, si sia “inventato tutto”.

La Viola non ha commentato l’accaduto, così come le dichiarazioni provocatorie di coach Sidoti nel pre-gara. Sulla questione razzismo, relativa alla gara di andata, la società è però intervenuta in maniera decisa dando sostegno al proprio giocatore.

Nella sentenza del giudice sportivo, relativa al ricorso presentato dalla Viola dopo le squalifiche per quanto accaduto all’andata, viene fatto riferimento al comportamento del dirigente di Messina che avrebbe innescato la rissa (seppur non si parli di frase razzista). Le due sponde dello Stretto restano divise, ognuna con le proprie ragioni.