Il Cremlino ha reso noto che il presidente russo Vladimir Putin sarebbe “pronto a parlare con Trump” e in attesa di “segnali” in questo senso da Washington. Trump stesso, a più riprese, si è detto sicuro della volontà di Putin di dialogare con lui in merito alla guerra in Ucraina, situazione da far cessare al più presto possibile.
Non bastano però solo i buoni propositi. Alexander Grushko, vice ministro degli Esteri di Mosca, ha sottolineato una condizione importante affinchè si possano porre le basi per la fine del conflitto: la rinuncia dell’Ucraina a entrare nella Nato.
“Per noi – ha affermato Grushko in un’intervista con la televisione Rossiya 24 ripresa dall’agenzia Interfax – questo è un elemento chiave di un possibile accordo sul conflitto ucraino, è un elemento legato all’eliminazione delle cause alla base del conflitto“. Il vice ministro ha aggiunto che quindi Mosca insisterà per avere “garanzie legali ferree che escludano ogni forma di appartenenza dell’Ucraina alla Nato“.
La guerra in Ucraina non dipende dai prezzi del petrolio
La guerra in Ucraina “non dipende dai prezzi del petrolio“. È quanto dichiarato da Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, che ha risposto alle parole di Trump, secondo il quale, se i prezzi del greggio fossero più bassi, “la guerra tra Russia e Ucraina finirebbe immediatamente“.
“Questo conflitto avviene a causa della minaccia alla sicurezza nazionale della Federazione Russa, a causa della minaccia ai russi che vivono nei territori conosciuti, e a causa della riluttanza e del completo rifiuto da parte di americani ed europei di ascoltare le preoccupazioni russe“, ha affermato Peskov, citato dall’agenzia Interfax.
Dialogo USA-Russia sul nucleare
La Russia si è detta anche pronta a discutere con gli USA di disarmo nucleare “il prima possibile“. “Nell’interesse del mondo intero, nell’interesse dei popoli dei nostri paesi, ovviamente, siamo interessati ad avviare questo processo di negoziazione il prima possibile“, ha affermato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, secondo la Tass. “La palla è nel campo degli americani, che hanno bloccato tutti i contatti sostanziali con il nostro Paese“, ha detto ancora Peskov secondo quanto riporta l’agenzia Interfax.
Il portavoce del Cremlino ha però aggiunto che “nelle condizioni attuali (…) è necessario tenere conto di tutti i potenziali nucleari. Ed è impossibile, ad esempio, svolgere una conversazione senza tenere conto dei potenziali nucleari di Francia e Gran Bretagna“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?