Una scelta politica, la denuncia della premier per il caso Almasri? “ho fatto una scelta giudiziaria. Da comune cittadino, non posso chiedere dimissioni. Ho visto aspetti di possibile reità e ho fatto una denuncia, doverosa” . Lo ha detto l’avvocato Luigi Li Gotti a Radio 24. E’ il personaggio del giorno, dopo la denuncia al premier Giorgia Meloni. Calabrese di Crotone, precisamente di Mesoraca, alla domanda se dietro l’iniziativa contro Giorgia Meloni ci sia Romano Prodi, nel cui governo è stato sottosegretario, l’avvocato ha risposto: “non ci ho mai parlato in vita mia con Prodi. Io rispondo alla mia coscienza“.
Quanto all’accusa di aver difeso mafiosi, “ho fatto diverse cose tra cui anche la difesa di collaboratori di giustizia” . Fu Falcone a chiedermi se ero disposto a assumere la difesa di Francesco Marino Mannoia perche era rimasto senza difesa e io per dovere deontologico ho accettato” ha replicato Li Gotti, ricordando tra le sue difese quella dei familiari dei carabinieri uccisi in via Fani, e delle vittime di Piazza Fontana e della famiglia Calabresi.
“Ho fatto questa denuncia perché mi sono indignato di sentire menzogne come ad esempio il fatto che il ministro Nordio non sapesse del caso Almasri: non è vero che lo ha saputo dopo. Nel provvedimento della Corte d’Appello di Roma ci sono le scansioni temporali e c’è scritto che il ministro sapeva dal 19 gennaio, giorno in cui è stato arrestato il generale libico“. Lo ha detto l’avvocato Luigi Li Gotti, nel corso della puntata di Un Giorno da Pecora su Radio 1. Il penalista ha aggiunto che la Corte d’Appello della Capitale ha “successivamente sollecitato Nordio ad esprimere una sua opinione essendo lui l’interfaccia della Corte Internazionale. A questo punto bisogna chiedersi come mai il Falcon, con cui è stato rimpatriato Almasri, è stato autorizzato a partire dalla Presidenza del Consiglio alle 11.14 quando la decisione della Corte d’Appello non era stata ancora presa: vuol dire che era già tutto deciso e che il ministro non avrebbe risposto”. Nel corso del suo intervento Li Gotti ha affermato che “non c’è alcun suggeritore” dietro la decisione di presentare la denuncia. “L’unica persona con cui ho parlato è stata mia moglie che mi ha detto ‘sei un folle‘”, ha raccontato.
In un’intervista alla giornalista Virginia Piccolillo del Corriere della Sera sezione Roma, l’avvocato ha confermato le dichiarazioni del premier che rimarcavano la vicinanza di Li Gotti a Prodi affermando anche “ho aderito a Idv con Di Pietro, contro le leggi ad personam, e ho fatto il sottosegretario alla Giustizia. Prodi non l’ho mai incontrato“. L’avvocato dice di sentirsi vicino al Pd e assicura che la denuncia, “che non ho consegnato a Lo voi ma inviato via computer” non l’ha fatta per motivi politici.
Li Gotti conferma anche le dichiarazioni del premier Meloni relativamente ai clienti Buscetta, Brusca e altri mafiosi. “Ho difeso tanti collaboratori di giustizia. Ma anche la famiglia Calabresi, la scorta di Moro e sono stato parte civile al processo di piazza Fontana“.


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