Valzer e polke viennesi, ritmi sudamericani, perle del repertorio sinfonico, colonne sonore, marce circensi. Il Teatro Massimo Bellini di Catania ha inaugurato il 2025 con il tradizionale Concerto di Capodanno. Sul podio Fabrizio Carminati, direttore artistico del Bellini, forte di una carriera internazionale che lo ha portato sui podi dei principali teatri d’opera. Il Concerto di Capodanno di Catania, tra i più importanti in Italia, ha spiccato per la qualità del repertorio, l’eccellenza artistica e l’energia coinvolgente.
Il concerto
La serata si è aperta con “Einzug der Gladiatoren” composta da Julius Fučík nel 1899. Si è proseguito con il “Main Title” del film “Star Wars”, uno dei massimi successi dell’americano John Williams. Il programma è proseguito con “Mandrake”, suite composta nel 2023 da Nicola Colabianchi. Sono seguite le note travolgenti di “Zorba il Greco”, colonna sonora firmata da Mikis Theodorakis. Si è virato verso il Sudamerica con “Tico-Tico no Fubá”, scritto nel 1917 dal brasiliano Zequinha de Abreu. Dal Brasile si passa alla Russia. Si è iniziato con due brani di Dmitri Šostakovič: “Tea for Two” (Tahiti Trot, op. 16), trascrizione di un celebre motivo americano. Non poteva mancare Igor Stravinskij, con la sua “Circus Polka”, scritta nel 1942 per il circo Barnum & Bailey su richiesta del coreografo George Balanchine.
La seconda parte del concerto si è aperta con “Cavalleria leggera” di Franz von Suppé. Ed ecco immancabile irrompere nel programma Johann Strauss figlio, simbolo della musica viennese, che domina subito l’attenzione con tre celebri polke: la giocosa “Pizzicato Polka”, la frizzante “Unter Donner und Blitz” e la trascinante “Tritsch-Tratsch Polka”. E a chiudere il programma ufficiale è il suo valzer forse più amato, “Il Danubio Blu”, composto nel 1867 e divenuto l’inno non ufficiale dei festeggiamenti di Capodanno in tutto il mondo. Si sono eseguiti, successivamente, due brani di grande impatto emotivo: “Caruso”, scritto da Lucio Dalla nel 1986 in omaggio al leggendario tenore italiano, e il celeberrimo Can-Can tratto da “Orfeo all’Inferno” di Jacques Offenbach, che ha suggellato la serata con un’irresistibile esplosione di energia.



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