“La peggior Viola della stagione, dalle amichevoli estive a oggi“. Netto il giudizio di coach Giulio Cadeo dopo il successo della Viola contro Castanea per 70-72. I reggini, soprattutto nel finale di partita, hanno rischiato il primo ko stagionale giocando male, in maniera un po’ frettolosa e ‘ognuno per sè’ vogliosi di recuperare lo svantaggio ma finendo per disunirsi, soprattutto dietro. Castanea ci ha messo del suo con qualche errore madornale nel finale e poi i neroarancio sono riusciti a portarla a casa ugualmente.
L’analisi del coach è stata abbastanza lucida, come sempre: zero alibi, serve lavorare, serve mantenere la testa sull’obiettivo e non perdere la concentrazione. Corretto. Un po’ meno lucida l’analisi di qualche tifoso che dopo 15 vittorie in 15 gare e una partita che, ammettiamolo, magari la Viola avrebbe anche meritato di perdere, si è lasciato andare a qualche commento intriso di sconforto. Facciamo un po’ di chiarezza.
Castanea-Viola, una vittoria ‘sporca’ che fa bene
Partiamo da un concetto tanto banale quanto veritiero: nello sport si può perdere. Chiunque vorrebbe vincere sempre, soprattutto i tifosi, ma la sconfitta è parte del processo. Vogliamo guardarla dal piano puramente pragmatico? Meglio perdere contro Castanea, che galleggia fra le due metà della postseason, rispetto a un ko contro una squadra della parte alta della classifica, come Milazzo (prossima avversaria), contro la quale i punti valgono doppio in ottica Play-In.
A tal proposito lo scontro con Milazzo, seppur distante una settimana, potrebbe aver distratto un po’ i reggini. Il fatto che ci siano 8 giorni di pausa permetterà non solo di ricaricare le pile a una squadra che va a mille ogni partita, come vuole il suo coach, ma anche di recuperare (si spera) Josue Bangu, assente contro Castanea, giocatore in grado di dare un boost importante in termini di intensità ed energia in uscita dalla panchina.
Chiaro che contro Milazzo servirà un altro atteggiamento com’è chiaro che chiunque affronterà la Viola lo farà con il coltello fra i denti pronto a prendersi lo scalpo della capolista, blasonata e imbattuta. L’importante è non perdere la concentrazione, anche in caso di ko, e non lasciarsi andare a facili isterismi.
Le vittorie ‘sporche’ fanno anche bene. Quante volte abbiamo visto, in tutti gli sport, vedere una big, un grande favorito/a, fare enorme fatica, sfiorare il ko ma poi portare a casa comunque l’intera posta in palio mentre si incensava l’avversario, sconfitto e senza punti o trofei (che alla fine è ciò che conta) ma con tante pacche sulla spalla? Il cinismo fa parte anche della dimensione della squadra.
La Viola ha rischiato di perdere nella bolgia finale contro Messina, nel -24 di Catanzaro, nel tentativo di rimonta di Marigliano. Eppure le ha sempre portate a casa anche senza dominare per quasi tutti e 4 i quarti come ha fatto in altre partite. L’anno scorso, con una squadra, per certi versi, più sbarazzina, trascinata da Tyrtyshnik da 25-30 punti a partita, queste gare finiva per perderle pur giocando con il cuore. Quest’anno la Viola vince anche le partite in cui meriterebbero gli altri.
Il segnale più grande di essere davanti a una squadra che può ambire alla promozione. In conclusione, urge ricordare che stiamo parlando di Serie B Interregionale, categoria alla quale la Viola non appartiene minimamente ma con la quale tutto l’ambiente è costretto a confrontarsi. Dunque: chi vuole guardare un po’ di Showtime prenda il videoregistratore e carichi su le cassette dei Lakers di Magic. Fernandez e compagni pensino solo a vincere “da pitbull“, i concorsi di bellezza lasciamoli ai “barboncini“.


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