Reggina, “non era mai successo”: cronaca di un pomeriggio surreale e mai visto

Nel pomeriggio di ieri, prima di Reggina-Sancataldese, sono accaduti tanti fatti mai avvenuti nella storia del club amaranto

Non era mai successo, nella storia.

Non era mai successo che il massimo azionista di una squadra di calcio con una certa storia insultasse pubblicamente i propri calciatori, o da poco ex. Ed è anche recidivo. Definire “scarti” due atleti, anche fossero i più scarsi sulla faccia della terra, è quanto di più irrispettoso esista. Che poi, non erano di certo gli ultimi arrivati in Serie D. Chiedere a Campobasso e Trapani, le squadre con cui Bonacchi e Ba hanno vinto i rispettivi campionati. Bonacchi e Ba, tra l’altro, in estate annunciati in pompa magna come grandi giocatori. Quindi, o si è sbagliato prima o l’errore è considerarli ora “scarti”. Delle due l’una.

Non era mai successo, a proposito di insulti, che lo stesso azionista di maggioranza si rivolgesse ai presenti dicendo: “siamo tutti da Serie D”. Parli per lei, semmai. Per lei e per chi l’ha scelta. E allora possiamo ragionare. Sono gli stessi che hanno trasformato la città, in una città da Serie D. Ma non sono tutti, per fortuna. Di personalità reggine di Serie A, oggi, ce ne sono tante. Chi ha ascoltato, avrebbe dovuto alzarsi e andare via. Altro che brindisi, buon Natale e applausi. E invece gli applausi glieli hanno pure fatti, di nuovo.

Non era mai successo che a fiancheggiare quel maggiore azionista ci fossero due Vice Sindaci. E che quei due Vice Sindaci parlassero come dirigenti. E che, a loro, i presenti tributassero applausi. Per cosa, esattamente? Di brindisi natalizi ci ricordiamo quelli di Cardona e Inzaghi (solo loro), con la consegna simbolica a Superpippo di una maxi brioche da parte del giornalista Gianni Citra. E ancora prima i petrali assaggiati da Luca Gallo al fianco di Mimmo Toscano. Non ci ricordiamo, in quei casi, di Brunetti, Versace o Falcomatà. Non ci ricordiamo in nessun caso di componenti dell’Amministrazione Comunale così “dentro” la società. Come non dimenticare, per esempio, la loro presenza durante la presentazione di Pergolizzi. La conferenza di un allenatore, praticamente, nella sede del Comune.

Non era mai successo, e questo è abbastanza clamoroso, che una vittoria passasse in secondo piano. Anzi forse anche in terzo. La Reggina ieri ha vinto, ma non se n’è accorto nessuno. Erano tutti con le orecchie ancora spalancate per la dichiarazioni del solito azionista di maggioranza: “da oggi la Reggina è in vendita”, aveva affermato da poco. Per tutti, praticamente, ed è questo il fatto clamoroso, la grande vittoria è stata proprio questa. L’annuncio. Praticamente come fosse una sorta di liberazione, al di là di come andrà a finire. E’ ciò che fa più riflettere. E forse è questo che ha fatto riflettere Ballarino, sull’annuncio.

Non era mai successo che, in una società, sempre con una certa storia, il proprio azionista di maggioranza diventasse attore. Di teatro. Sempre tante urla, sempre questa voce alzata, questo tono arrogante, questi continui attacchi a tutti e a nessuno, ai giornalisti (“ma non quelli veri”); ai tifosi, ma non a tutti; e agli ex giocatori, gli “scarti”, che però poi sono andati al Siracusa, primo in classifica. Che abbaglio che avranno preso, gli aretusei, a prendere due “scarti”.

Non era mai successo che una società si facesse “uccellare” così clamorosamente come accaduto per la vicenda “Bonacchi-Cassino-Siracusa”. O il maggior azionista è stato preso in giro, o ha preso in giro. Anche qui: delle due l’una. Se non si fa prendere in giro, come afferma, allora è lui a prendere in giro tifosi e città con una “manovra” inspiegabile.

Non era mai successo che una società ammettesse la veridicità di una notizia sul giornale a una settimana dalla smentita della notizia stessa. Anzi sì, era già successo. Sempre con loro. Smentite, minacce, querele, poi dietrofront. E’ successo spesso con StrettoWeb, seppur mai in maniera così sfacciata, dalla vicenda delle dipendenti della mensa a quella recente dell’esonero di mister Assumma. A quando il prossimo capitolo?