Messina, il geologo Bruno Copat rilancia la “beffa della zona Falcata”: tutte le anomalie sul nuovo studio di bonifica

Messina, presentato l’iter tecnico amministrativo del piano di caratterizzazione dell’area Falcata. Il geologo Bruno Copat spiega perchè "si tratta di una grande beffa"

Giovedì 12 luglio 2022, in una conferenza stampa presso la sede l’Autorità portuale di Messina, è stato presentato l’iter tecnico amministrativo del piano di caratterizzazione dell’area Falcata. Oggi, ai microfoni di StrettoWeb, il noto geologo Bruno Copat – che a Febbraio aveva già illustrato la beffa della Zona Falcata – ribadisce come “ovviamente siamo abituati a sprecare finanziamenti ed opportunità e alla inefficienza della classe politica e tecnica della città di Messina. Nessuno si è accorto che esisteva, già un piano di caratterizzazione nella stessa area, approvato dagli organi competenti, compresa l’ARPA a conclusione del quale, con la successiva progettazione di quattro lotti, aveva già ottenuto un primo finanziamento per la bonifica dell’area con il primo lotto approvato e messo in gara nell’anno 2006. La gara per la il piano di caratterizzazione e della conseguente progettazione della bonifica fu affidata per gara alla società Cooprogetti di Gubbio, dal Comune di Messina attraverso l’ufficio   Grandi Opere e Infrastrutture Strategiche, dell’Ufficio Programmi Complessi e del PRUSST 2000“.

E’ veramente singolare – evidenzia ancora Copatche l’amministrazione produca un doppione di un piano di caratterizzazione già effettuato, approvato, certificato. Mettendo a confronto  le aree investigate dall’autorità portuale (Fig. 1) e quelle del progetto Cooprogetti (Fig. 2) si nota come esse siano sovrapponibili con qualche esigua variazione“.

zona falcata messina

Inoltre – dice ancora Copati tassi di inquinamento del sito confermano quanto già monitorato dal piano di caratterizzazione della Cooprogetti, e certificati dall’ARPA. Vi è comunque una sostanziale difformità assai preoccupante sulla situazione idrogeologica del sito. Infatti nel piano Cooprogetti, viene certificata la presenza di una falda di acqua dolce in risalita (Fig. 3) confermata dalle analisi in contradittorio con l’Arpa (Fig.5), mentre nella relazione prodotta dall’Autorità Portuale non vi è traccia di questa singolare situazione, secondo le loro ricerche si tratta solo di acqua piovana in sospensione“: “In definitiva, non risulta necessario tenere in considerazione la protezione della risorsa idrica in fase di analisi di rischio, in quanto non si tratta di una vera e propria risorsa idrica da proteggere, né da sfruttare” (Fig.4).

zona falcata messina

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