“La nostra Costituzione è considerata da tempo la più bella Legge dello Stato che si potesse mai scrivere. Giudizio unanime. Non credo però che sia mai esistita una buona Legge che non sia stata vilipesa e non osservata come la Carta Costituzionale che tanta fatica e altrettanta saggezza costò agli estensori. Eppure tutti noi italiani ci sentiamo garantiti dagli articoli che compongono questo gioiello normativo. Tra tutti i 139 articoli che la compongono e che connotano i diritti dei cittadini ve ne sono alcuni la cui applicazione è piuttosto discutibile. Sembra quasi che si faccia a gara a non osservarli, soprattutto da parte di chi dovrebbe esserne garante. Diritto al lavoro, alla salute ed alla libertà di informazione, sono tra questi quelli che saltano agli occhi di tutti. Campioni di inosservanza”. E’ quanto ha appena dichiarato Eduardo Lamberti Castronuovo nella sua rubrica di RTV Editoriale oggi, 15 dicembre 2024, intitolata “Art.21 della Costituzione: deriso e vilipeso”.
“A Reggio Calabria come altrove. Tuttavia la nostra città detiene uno dei record negativi, anche perchè le bugie grossolane alterano la realtà e confliggono con lo stato delle cose. Qualcuno, apparentemente altolocato istituzionalmente, ha di recente affermato che a Reggio operano molti industriali confutando – per strappare un applauso sia pure di pochi – una espressione di chi avendo i piedi per terra, aveva affermato il contrario sulla base di una realtà sotto gli occhi tutti: dallo spopolamento giovanile, alla inconsistenza di un vero tessuto industriale”.
“Questa alterazione della verità è quella, per entrare nel tema attuale, che gradirebbero fosse riportata dalla Stampa per mettere sotto il tappeto tutto ciò che di negativo esiste , laddove il tappeto è ordito da champagne e lustrini come nei noti periodi del decadentismo. Imprenditori tanti, commercianti anche ma industriali? Perche mentire? Per ingannare il popolo e farlo contento a parole! Così come si vorrebbe fare attraverso la Stampa. E quando c’è qualcuno che dice e scrive il vero, liberamente, si aspetta l’occasione per tentare di deridere o peggio, di inventarsi una “destabilizzazione ambientale”. Ridicola espressione di chi non sa neppure ciò che dice”.
“Dunque qui si plaude a chi per una forma di captatio benevolentiae dice cose che non rispondono alla verità e si tenta maldestramente di far tacere chi sente il dovere di riportare il vero. Il dramma è che i creduloni abboccano. Fortunatamente pochi”.
“Fuor di metafora, ciò che e ‘accaduto alla nostra giornalista , Emilia Condarelli, è la rappresentazione plastica della situazione, non solo attribuibile agli attori principali, ma anche ai compagni di merenda, ai consiglieri del principe che, non brillando di luce propria, lo assecondano con aggregazioni fasulle e affermazioni che lo fanno sorridere sotto i baffi”.
“La solidarietà ad Emilia è fuori discussione. E’ stata fatta segno ad una arroganza senza limiti suffragata proprio dagli atteggiamenti degli yes men e dallo spirito di onnipotenza, sostenuta da una fortuna incredibile che allunga l’agonia di questa città per altri 18 mesi e più. Ciò che è accaduto, durante una cosiddetta conferenza stampa, è noto, ed è stato fortunatamente stigmatizzato da tutta la stampa e, addirittura, dal Presidente dell’ordine dei Giornalisti. Sposo in pieno le loro denunce e pertanto non ripeto inutilmente. Ciò che voglio dire, gridando, è che e’ giunta l’ora di evitare assolutamente quella forma di giornalismo su ordinazione. Quella che mi perseguita da sempre. Me come altri che, si pensa, possano edulcorare la realtà o cmq possano determinare quella visibilità televisiva o sulla carta stampata con foto e servizi per cosucce da nulla: tagli di nastri, inaugurazioni dopo 40 anni di lavori, accensioni di alberi che possono solo gratificare chi non vuole rendersi conto della realtà o gode dei favorucci noti’. Clientela, insomma”.
“Ai giornalisti tutti mi permetto di dire che devono rivendicare la loro libertà nei confronti della politica, soprattutto, e anche degli editori. E’ risaputo che i giornalisti di Rtv sono totalmente svincolati dal potere. Liberi sono e liberi devono rimanere. Come la quasi totalità delle testate. Nessun atto di servilismo e telecamere accese, anche quando qualcuno valica il confine della decenza. In estrema sintesi rivendichino la loro dignità. Rispetto dell’art. 21 della Costituzione non rispetto del potere. La Costituzione Italiana, resta. Il potere è del popolo, non di chi lo esercita temporaneamente”.


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