Giuseppe Scopelliti fiume in piena: da “Modello Reggio a poteri criminali”. E quella rivelazione sui buchi di bilancio…

L'ex Governatore calabrese Giuseppe Scopelliti a tutto campo su fatti del passato e del futuro, dalla politica alla giudiziaria

Lunghissimo intervento di Giuseppe Scopelliti a Ten Online, nel corso del programma “Articolo 21” di Lino Polimeni. L’ex Governatore calabrese è tornato a parlare delle vicende per cui, da un po’ di anni, gira l’Italia. Quindi la sua esperienza giudiziaria e la possibilità, oggi, di essere libero. “Torniamo a parlare di una vicenda che secondo me continua ad essere inquietante in un paese civile e democratico. Non c’è mai stato e non ci sarà mai nessun condannato come Scopelliti per abuso d’ufficio e falso ideologico. Secondo chi mi ha condannato io imponevo alla dirigente di truccare i bilanci del Comune di Reggio Calabria. Inizialmente questa vicenda nacque sull’idea che Scopelliti non poteva non sapere e poi si passò ad altri ragionamenti. Non è mai stata dichiarata una prova, se non la prova logica che la dirigente era stata messa lì da Scopelliti perché era amica di Scopelliti”, esordisce l’ex Sindaco di Reggio.

“Il bilancio non viene approvato da un organo monocratico. Nei Comuni in cui gli Amministratori sono stati indagati, sono stati indagati Amministratori che hanno votato il bilancio. In quell’epoca a Reggio Calabria l’unico indagato insieme al Revisore dei Conti è stato il Sindaco, il quale non può approvare il bilancio col suo voto, perché il suo voto era uno dei 41 votanti. Un voto non può condizionare altri 40. Questa è l’anomalia e penso che il fatto sia di una gravità inaudita. Poi però il fatto è passato in secondo piano. Nelle altre città sono stati tutti assolti, con le stesse vicende, con l’unica condanna per i dirigenti”.

La famiglia

Scopelliti parla della sua famiglia e di come ha reagito a quella vicenda, ricordando una lettera della figlia diventata virale. “Mia figlia ha fatto 5 post su Facebook. Il primo giorno, il 5 aprile, quando mi sono consegnato. Rientravo la sera, dopo due giorni in cella, e mi chiama qualcuno per dirmi: ‘bravo, complimenti a tua figlia, è uscita sul giornale’. Così ho letto il post che Greta di gettò pensò di scrivere, sorprendendo tutti, perché lei è stata sempre molto mite, riservata. Scrisse: ‘papà ti hanno pugnalato alle spalle’, fa il ragionamento di una ragazza che aveva avuto modo di conoscere tanti ragionamenti in quegli anni”.

“Anche la figlia piccola è venuta due volte in carcere, dopo tante insistenze da parte mia. Quando è tornata a casa ha fatto alla nonna il verso delle chiavi che si aprono e così abbiamo deciso di non farla più tornare, perché era rimasta colpita. Mia madre invece non l’ha mai saputo, sapeva che ero all’estero per lavoro”.

La risposta a Klaus Davi

Nel corso della puntata interviene anche Klaus Davi:Scopelliti è il primo vero e proprio fenomeno Trumpiano d’Italia. Trump ha vinto nonostante tantissimi processi. Scopelliti però deve uscire da questa cosa, guardare oltre, non so se alla politica locale o nazionale. Lui ha pagato i suoi errori e ora è circondato da un grande affetto, cosa che fa paura ai suoi avversari. Non vedo però un suo futuro in politica a Reggio, più a livello nazionale. Però chiedo, con chi? Con Fratelli d’Italia, Forza Italia? Lui è un esponente del Centro Destra, ma dà fastidio”. Scopelliti risponde: “io non sono iscritto a nessun partito oggi e continuo a dire che non sono interessato. Non tutti ci credono”.

C’è poi chi gli fa notare che oggi la politica ha paura di Giuseppe Scopelliti, di un suo ritorno in politica, anche dal Centro Destra: “ho un bel rapporto con Roberto Occhiuto e spero si riprenda prestissimo. So che ha stima di me. Cannizzaro è una delle persone che ha avuto la sensibilità di venirmi a trovare in carcere, così come Orsomarso, Santelli, Siracusano, Wanda Ferro il senatore Barbaro. Queste cose non si possono dimenticare”. 

Allo stesso tempo, però, l’ex Governatore ammette anche che “non c’è dubbio che un pezzo di Centro Destra abbia lavorato contro all’epoca”, durante il periodo delle prime accuse. “All’epoca c’era un sottosegretario calabrese al Ministero dell’Economia, Tonino Gentile, quando arrivò l’ispezione a Reggio Calabria. Gli ispettori del Ministero sono stati per 3 mesi a Reggio, mentre a Messina un anno e mezzo. Non hanno neanche completato il lavoro a Reggio, avevano fretta di distruggere Scopelliti”.

Il Comune sciolto e i poteri criminali

“Il Comune di Reggio Calabria non andava sciolto perché non c’erano gli estremi. Guarda caso, dopo qualche giorno, vengono arrestate una serie di figure nello scandalo ‘Leonia’, sui rifiuti, e quel meccanismo scatena nel Ministro Cancellieri – che non era un politico – la fretta di voler sciogliere. Peccato che dopo 9 anni dello scandalo Leonia furono tutti assolti”.

I poteri criminali non sono i poteri criminali. Se questi poteri non trovano appoggio, supporto, non vanno avanti. Non è più la ‘ndrangheta di un tempo, oggi la ‘ndrangheta riesce a coinvolgere le articolazioni dello Stato e si formano gruppi di potere tra le articolazioni dello Stato, fette di imprenditoria, poteri trasversali, un tutt’uno che poi diventa borghesia mafiosa E c’è chi come Scopelliti ha avuto il coraggio di contrapporsi a questo sistema, a quello della cosiddetta borghesia mafiosa”.

Perché mi sono dimesso? Sono stato un servitore dello Stato e l’ho fatto con coraggio e dignità. Mi dimetto perché non siete degni voi di avere una persona come me che ha fatto di tutto per far crescere la propria città. La dimissioni significa che io sono un’altra cosa rispetto a voi. Con me non c’erano affari da fare, interesse”.

Il Modello Reggio e i buchi di bilancio “ereditati da Falcomatà”

Il Modello Reggio? Ho trovato un buco di bilancio che viene da Falcomatà, ereditato, ma non sono andato in Procura a denunciare. I buchi di bilancio non erano un problema del Modello Reggio o dei trasferimenti della Fallara, sono soldi investiti sul territorio. L’Anci scrive che ci sono 3.200 buchi di bilancio nei Comuni ma io non ho visto 3.200 denunce e condanne. La sentenza della Corte dei Conti del 2019 sul bilancio del Comune a guida Falcomatà spiega che il bilancio è falso. C’è scritto”, ha aggiunto Scopelliti parlando del Modello Reggio.