Calabria, cacciatori infuriati dopo i ricorsi degli ambientalisti: “il tribunale non può sostituirsi alla Regione”

Il Movimento Amici della Caccia chiede al Governo una modifica della legge 157/92 con particolare riferimento ai calendari venatori

Anche quest’anno, il ricorso al calendario venatorio della Regione Calabria è stato presentato puntualmente da diverse associazioni ambientaliste, tra cui la Lega Italiana Protezione degli Uccelli (LIPU), WWF Italia, Lega per l’abolizione della caccia, E.N.P.A., LAV e Legambiente Calabria. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) Calabria ha accolto il ricorso, sospendendo la caccia al Moriglione e anticipando la chiusura della caccia al tordo bottaccio, al tordo sassello e alla cesena dal 30 gennaio al 9 gennaio 2025. Principalmente, il TAR ha ritenuto vincolanti i pareri di Ispra, i K.C. italiani e l’Atlante delle Migrazioni, che hanno influenzato la decisione di anticipare le date di chiusura.

Il Movimento Amici della Caccia di Reggio Calabria, sul punto, esprime il proprio disaccordo con la sentenza del TAR, sostenendo che il tribunale non può sostituirsi alla Regione e imporre date specifiche”. Il movimento ha “quindi deciso di appellarsi al Consiglio di Stato per cercare di annullare la decisione, con udienza fissata al 19 dicembre”.

Aumento significativo dei ricorsi

“Il 2024 ha visto un aumento significativo dei ricorsi contro i calendari venatori in varie regioni d’Italia. Questa tendenza riflette le crescenti tensioni tra le amministrazioni regionali e il popolo dei cacciatori italiani. I ricorsi presentati in regioni come Lombardia, Toscana e Piemonte hanno evidenziato problematiche comuni, quali la presunta mancanza di trasparenza nel processo di elaborazione dei calendari e l’insufficiente considerazione delle esigenze delle associazioni animaliste ed ambientaliste. Questi conflitti hanno portato certamente a numerosi ritardi e incertezze in seno ad una modifica concreta della legge 157/92 da parte dell’attuale Governo, influenzando negativamente la pratica della caccia regolamentata”.

La proposta

“In risposta a queste problematiche, il Movimento Amici della Caccia propone ora più che mai una modifica alla legge 157/92, con la conversione dell’attuale legge quadro ad un Testo Unico aggiornato nei contenuti, integrando la normativa interna e comunitaria intervenuta da 32 anni a questa parte in seno alla legge attuale e soprattutto a tutela dell’attività venatoria stessa, laddove risulta lacunosa e perniciosa per gli interessi dei seguaci di Diana”, si legge.

“La legge 157/92, nota come “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, stabilisce sul punto che i calendari venatori devono indicare le zone dove l’attività venatoria è consentita in forma programmata, quelle riservate alla gestione venatoria privata e le zone dove l’esercizio venatorio non è consentito, oltre alle date di apertura e di chiusura a determinate specie cacciabili nel rispetto dell’arco temporale di migrazione pre e post nuziale. Tuttavia, questi calendari sono attualmente considerati meri atti amministrativi, il che può portare a incertezze e ricorsi legali così come conferma l’ampia casistica di calendari venatori sospesi preliminarmente in via cautelare in varie Regioni per le più disparate ragioni”.

“Per risolvere questa problematica, si propone di modificare l’articolo 10 della legge 157/92, convertendo i calendari venatori da atti amministrativi ad allegati interni del nuovo testo unico della legge sulla caccia in Italia. Questa modifica garantirebbe una maggiore stabilità e trasparenza, riducendo il numero di ricorsi e favorendo una gestione più efficace e coerente delle attività venatorie. Il Movimento sostiene che tale approccio permetterebbe una migliore armonizzazione delle esigenze delle diverse parti interessate, promuovendo una caccia sostenibile e rispettosa delle normative ambientali”.

“Pertanto, considerando che occorrerebbe a parere di chi scrive preliminarmente un maggiore studio ed approfondimento della legislazione venatoria europea, comparando le legislazioni venatorie degli Stati Membri allo Stato Membro Italia per coglierne le conformità e difformità del caso in seno alla legislazione attuale, sicuramente una priorità assoluta rimane attualmente la tutela dei calendari venatori , troppo spesso soggetti ad attacchi per mera ideologia di parte scevra da reali esigenze di tutela ambientale ed animale e volti unicamente a rendere incerto lo svolgimento regolare dell’attività venatoria”, si chiude la nota firmata dal Movimento Amici della Caccia di Reggio Calabria.