Da Reggio Calabria alla Maratona di New York, il bellissimo “viaggio” di Francesco Canale: “urla, pianti, entusiasmo, ma ce l’ho fatta” | INTERVISTA

Il reggino Francesco Canale racconta a StrettoWeb l'esperienza vissuta a New York, dove ha corso per la storica Maratona

  • Francesco Canale Maratona New York
  • Francesco Canale corre Maratona New York
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Ha corso per oltre 42 km in meno di 4 ore e 20 minuti. Piangendo, urlando, tra crampi, “mostri” e voglia di mollare tutto. Ma alla fine ce l’ha fatta, ha superato una delle sfide più difficili in campo sportivo, forse una delle sfide più difficili in assoluto nella vita, anche perché era la prima volta. Francesco Canale ha completato la Maratona di New York. Erano partiti in oltre 70 mila, 20 mila circa si sono ritirati. Lui no. Ha resistito, ha lottato, ha sudato, ha sofferto ma, come dice spesso “quando le cose vanno lisce siamo tutti bravi a raggiungere i nostri obiettivi, è quando emergono le difficoltà che bisogna avere degli strumenti” utili ad aiutarti.

Francesco è venuto a trovarci nuovamente in redazione. E’ un giovane reggino che di professione fa il performance coach. “Aiuto professionisti e imprenditori a migliorare le proprie performance e abitudini, cosicché possano ottenere più risultati nel lavoro, nelle relazioni interpersonali e con se stesse”, ci aveva detto lo scorso luglio, parlandoci di lui, del suo lavoro, dei suoi sogni e di come questo approccio alla vita abbia cambiato il suo modo di essere e di fare. Ci aveva anche parlato del MICAP, Master Internazionale in Coaching ad alte prestazioni che ha intrapreso affrontando prove al limite.

Una è il “bosco” in Trentino, prova di sopravvivenza di quasi una settimana senza cibo e viveri, al freddo e senza parlare con nessuno. L’altra, che ci aveva anticipato, è la Maratona di New York, la più famosa e difficile in assoluto. Francesco, come detto su, non l’ha solo affrontata, ma l’ha anche superata, chiudendo sotto le 4 ore e 20, tempo massimo prestabilito per superare la prova prevista dal Master.

Un mix di emozioni, ma ne è valsa la pena

Così, dopo qualche settimana, Francesco è tornato a farci visita per parlarci della sua esperienza: “è stato un vero e proprio viaggio che ti porta a ripensare al percorso di studi, agli ultimi anni di vita. Ho vissuto emozioni di entusiasmo, ma anche di dolore, fatica, pianto, euforia. E non si possono controllare, ma solo gestire. Piangevo, gridavo, poi chiamavano la mia attenzione dal pubblico, perché c’erano circa 2 milioni di spettatori”.

Francesco si era ampiamente preparato, ovviamente, prima della corsa, ma non sempre tutto va come previsto: “mi ero preparato delle strategie in caso di difficoltà, come delle scritte nelle mani per darmi forza. Al 38° km ho avuto giramenti di testa, tachicardia, lì arrivano i ‘mostri’, non c’ero psicologicamente e fisicamente” e quelle frasi lo hanno aiutato.

Francesco ha chiuso la Maratona in 4 ore e 13 minuti, ma non l’ha conclusa lì. Nei giorni successivi, infatti, il corpo si è ribellato: febbre alta, dolori, notti insonni, fatica a camminare: “però, ti dirò, non penso che nella mia vita le cose vadano sempre lisce”, la frase di Francesco che fa capire la sua grande determinazione e voglia di raggiungere gli obiettivi.

Di seguito l’intervista completa: una piacevole chiacchierata dove il giovane reggino sviscera tutti i dettagli della Maratona.