Vivarini, disastro dopo Catanzaro: il Frosinone perde la pazienza e lo esonera

Il Frosinone ha esonerato l'ex allenatore del Catanzaro Vincenzo Vivarini: fatale la sconfitta a Reggio Emilia

Un vero e proprio disastro, con una squadra retrocessa dalla Serie A Solo 6 punti in 9 partite, ultimo posto, una sola vittoria, cinque sconfitte, secondo peggior attacco e seconda peggior difesa. Così il Frosinone ha perso la pazienza e ha esonerato ufficialmente l’allenatore Vincenzo Vivarini, proveniente da due belle stagioni a Catanzaro. Dopo averlo protetto, il club ciociaro ha perso la pazienza e – a due giorni dalla sconfitta a Reggio Emilia – ha annunciato la decisione.

A farlo, in una conferenza stampa, il Presidente Stirpe: “questa mattina abbiamo deciso di sollevare dall’incarico Vivarini. Non siamo contenti e non siamo convinti che questa sia la scelta giusta, la facciamo perché vogliamo togliere alibi a tutti quanti. La guida tecnica viene affidata a Greco e al suo staff, non è un’assunzione provvisione ma fatta con giudizio perché quando era stato preso c’era un programma di crescere. Anche per i prossimi anni il programma sarà questo. Riteniamo che possa essere pronto”.

Insomma, una scelta obbligata. Il Frosinone credeva nell’allenatore, forse gli avrebbe dato ancora fiducia, ma il campo non aspetta, i risultati negativi neanche e così la squadra rischia il doppio salto all’ingiù. Da qui la decisione, che è anche un modo per togliere alibi ai giocatori: così si capirà se il problema era realmente il mister o no. “Abbiamo calciatori che sono con noi da anni e ad oggi sono irriconoscibili e per me devono assumersi le loro responsabilità perché sono rimasti qui per scelta. Ciò non toglie al di là di queste scusanti che possiamo avere ci sono responsabilità anche da parte del tecnico”, ha aggiunto Stirpe.

Siamo partiti da un allenatore che aveva fatto bene negli ultimi tre anni, lo abbiamo strappato alla concorrenza e lo volevano anche in Serie A. Se in tanti lo volevano non possiamo pensare che non sia un buon allenatore. Detto questo le cose non sono andate come ci auspicavamo e come ci aspettavamo. Non si è creata l’alchimia giusta tra tecnico e squadra. Non so darmi risposta a tante cose ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

Tornando a Vivarini, parlare col sennò di poi è facile, ma che questa per lui fosse una scommessa non era ipotesi remota. Aveva fatto bene a Catanzaro, aveva aperto un ciclo che ancora poteva durare. Le sirene dall’alta Serie B e dalla A, però, gli hanno fatto perdere la testa. L’anno scorso ha sfiorato la massima serie e quest’anno avrebbe potuto riprovarci, con una società che lo aveva appoggiato, che aveva piena fiducia, e con una squadra che conosceva bene e che lo seguiva alla lettera.