Reggio Calabria: al Circolo Culturale L’Agorà si ricorda Marcello Mastroianni

Il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza la conversazione sul tema “1924-2024: nel centenario della nascita di Marcello Mastroianni”

Il prossimo 31 ottobre sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema “1924-2024: nel centenario della nascita di Marcello Mastroianni”.  Nacque a Fontana Liri, in provincia di Frosinone, cent’anni fa colui che sarebbe diventato il più famoso, importante e premiato attore della storia italiana, Marcello Mastroianni, che in quasi mezzo secolo di carriera, fu presente sui set di centoquaranta film, diventando il volto maschile più riconoscibile del cinema italiano in un periodo in cui era considerato forse il migliore al mondo.

Ebbe proficue e affiatate collaborazioni con i registi più apprezzati dell’epoca: Pietro Germi, Ettore Scola, Mario Monicelli ma soprattutto Federico Fellini, che lo volle come protagonista dei suoi film più celebri, La dolce vita (1960) e  (1963). Fu candidato per tre volte all’Oscar al migliore attore, vinse due Prix d’interprétation masculine al Festival di Cannes, due Coppe Volpi per il migliore attore al Festival del cinema di Venezia, otto David di Donatello e decine di altri premi per la sua recitazione.  Figlio di un falegname e di un’ex impiegata della Banca d’Italia, Mastroianni si trasferì nel quartiere di San Giovanni a Roma nel 1933. Già da piccolo lavorò come comparsa in vari film, tra cui I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica, allora già un regista di riconosciuto talento. Dopo aver ottenuto un diploma di perito edile, durante la Seconda guerra mondiale lavorò come disegnatore tecnico per l’Istituto geografico militare italiano.

Lo lasciò, scappando, dopo che l’Istituto fu assorbito da un’ente di costruzioni che faceva capo al governo della Germania nazista, dopo la resa del regno d’Italia alle forze alleate ottenuta con l’Armistizio di Cassibile. Tornato a Roma studiò recitazione, ottenendo alcune piccole parti nel teatro e nel cinema. I primi ruoli da protagonista li ottenne dopo essere stato notato dal regista Luchino Visconti, oggi considerato uno dei padri del neorealismo italiano. Avrebbe lavorato instancabilmente per il resto della sua vita, comparendo in vari film o produzioni teatrali ogni anno: dopo un periodo da attore di commedie, mostrò di spiccare anche nei ruoli drammatici. I primi film a renderlo davvero famoso furono Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti e soprattutto I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli, in cui recitò con Vittorio Gassman, Totò e Claudia Cardinale: con quest’ultima prima, e con Sophia Loren poi, avrebbe continuato a lavorare moltissimo, anche grazie all’innegabile chimica che si creava quando recitavano insieme, resa celebre in particolare da Ieri, oggi, domani (1963) e poi da Matrimonio all’italiana (1964). In quegli anni fu anche protagonista di Divorzio all’italiana (1961) con Stefania Sandrelli, La notte (1961) di Michelangelo Antonioni, con Jeanne Moreau e Monica Vitti, e il futuristico La decima vittima (1965) di Elio Petri, i film che, oltre a quelli di Fellini, contribuirono maggiormente alla sua fama di attore simbolo del cinema italiano degli anni Sessanta.

Film come La grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri, Todo modo (1976) di Elio Petri, Ciao maschio (1978) di Ferreri e La terrazza (1980) di Ettore Scola accrebbero il suo status di attore versatile e di grande spessore, adatto sia al cinema per il pubblico più largo sia per quello più intellettuale, e a partire dagli anni Settanta e soprattutto nel decennio successivo fu scelto per ruoli di rilievo nei film di alcuni dei registi internazionali più eclettici del periodo, come Roman Polanski, Agnès Varda, Robert Altman, Wim Wenders e Theo Angelopoulos.La sua assiduità nell’accettare parti continuò anche negli anni Ottanta e Novanta, sia con Fellini – La città delle donne (1980), Ginger e Fred (1986) – sia con Scola – Splendor e Che ora è, entrambi del 1989, entrambi al fianco di Massimo Troisi – e infine, tra i molti, con Sostiene Pereira (1995) di Roberto Faenza.

La giornata di studi, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria ha ricevuto il patrocinio del Centro studi Ricerche e Documentazione “Marcello Mastroianni, attore – APS”, del Comune di Fontana di Liri e dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone. Dopo i saluti istituzionali la parola è passata ad Antonio Megali (Vice presidente del sodalizio culturale reggino) che ne ha ricordato le doti umane ed artistiche. Queste alcune delle cifre che sono state oggetto di analisi, nel corso della giornata di studi organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da giovedì 31 ottobre.