“Una confusione (culturale) della Madonna. Mi scuso in anticipo per la blasfemia ma non ho resistito. Io non credo che abbia un gran senso la polemica su Fedez, anzi penso che la performance del rapper sia il problema minore nell’ambito dei festeggiamenti civili che appaiono più che altro (e come sempre da vent’anni a questa parte) una accozzaglia di eventi slegati da qualsivoglia filo logico e artistico”. Lo afferma in un post su Facebook di Massimo Canale, noto esponente della sinistra reggina, già consigliere comunale e candidato a Sindaco della città.
“Sembra proprio che si voglia sempre accontentare tutti: l’intellettuale snob che non esce mai di casa ma anche il cafone con tappine, bermuda e borsello a tracolla di traverso che esce tutte le sere “per prendere un po’ di fresco”. In tutto questo casino la proposta artistica presentata a noi reggini prende a calci la nostra storia millenaria: caciaroni, panini con la salsiccia in ogni angolo, e tarantelle improbabili stanno prendendo a calci da anni le mura greche, Corrado Alvaro, la stele di Ibico e le torri di Tresoldi”.
“In un momento in cui il turismo sembrerebbe avere riscoperto Reggio Calabria sarebbe stato bello offrire una immagine diversa della nostra Città, attraverso una narrazione che partendo dalle tre fontane giungesse fino alla antica pescheria passando tra scavi archeologici e siti culturali, anziché il solito fumo di satizzo e frittole. Se avessimo avuto un’idea chiara di cosa vogliamo che sia la Città nel presente e nel futuro anche la scelta degli artisti sarebbe stata più semplice e meno contraddittoria, quasi naturale. E anche la inutile polemica su Fedez si, Fedez no, ce la saremmo risparmiata” conclude Massimo Canale.


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