Reggio Calabria, un residente denuncia lo schifo di Pellaro: “quartiere nel pieno degrado e immerso nello squallore”

Reggio Calabria, la segnalazione di un lettore relativamente al degrado nel quartiere di Pellaro

StrettoWeb

Un affezionato lettore di StrettoWeb, Francesco D’Aleo, ci ha inviato una segnalazione riguardo ad un disagio che vivono i residenti di Pellaro, quartiere nella zona sud di Reggio Calabria.

“Cara redazione, si fa fatica a continuare a vivere a Pellaro, un quartiere nel pieno degrado e immerso nello squallore, nella bruttura. Nel totale menefreghismo delle istituzioni e dell’incuria degli abitanti, si sopravvive annaspando, di fatto, nel guano. Sopravviviamo senza alcun servizio di base: ovunque è sporco. Certo, è ovvio che non venga pulito, è ovvio che non esistono, di fatto, cestini per la raccolta, ma è altrettanto ovvio che i cittadini sono davvero sporchi e sono i principali responsabili. Non hanno la minima cura di nulla che sia ad un cm fuori le proprie mura e onestamente credo neanche delle loro case, visto come si accontentano di vivere.”

“Ho difficoltà ad uscire, non interagisco quasi con nessuno. I marciapiedi, oltre che lerci (credo non siano mai stati lavati negli ultimi 50 anni) sono dissestati, sconnessi e pericolosi. Mancano le rampe di facilitazione per disabili e passeggini. Sono stretti e per lo più occupati da: autovetture in improbabile sosta con l’avantreno allocato ad ostacolare il transito per 50 dei 40cm del marciapiede; cassette e cassoni della frutta sono ovunque. I fruttaioli sono i veri padroni di Pellaro, a loro tutto è concesso”.

“La piazza è un rigurgito di tra il brutto e l’osceno. Una distesa di pietra grigia (ma chi la doveva vendere tutta questa squallida pietra?) in pendenza. Le aiuole, che un Renzo Piano autoctono ha riempito di brecciolino, non hanno il cordolo come risultato il pietrisco si spande ovunque. È difficile anche solo camminare, figuriamoci correre e giocare. La zona lato mare è di fatto ancora peggio. Uno scivolo è allocato sulla pietra (sempre la stessa) cosicché se mai un bimbo dovesse cadere non oso immaginare il risultato. Le altalene sono state distrutte”.

“Manca totalmente il verde. I pochi alberelli, mai curati, che insistevano nelle traverse sono stati divelti e abbattuti per interessi personali (fra tutte la trav Gatto) dove, per facilitare il parcheggio delle autovetture, sono state ricoperte di cemento anche le aiuole. Non esistono panchine e luoghi di aggregazione. Non esiste un luogo della cultura. La mancanza degli alberi fa sì che si raggiungano temperature inimmaginabili. C’è terra e polvere ovunque”.

“Questo solo nei 150m della via principale, poi c’è la via marina e le spiagge che non sono meritevoli neanche di commento. La passeggiata è di fatto trasformata in un cacatoio per cani, le palme hanno la corona talmente bassa che è difficile il transito. Le spiagge sono inservibili a causa degli enormi ratti che vi abitano. Ci sono scarafaggi ovunque. L’area gioco di fatto è già inservibile, il ghiaietto è sparso ovunque, la spazzatura è ovunque e manca la copertura verde che potrebbe portare un po’ di frescura”.

“Punta Pellaro è, come ogni anno, ostaggio dei “signori” della vela. Loro sono come i fruttaioli: tutto è concesso. Sfrecciano con vele e corde tese a pochi cm da neonati ed anziani. Irrispettosi di persone e ambiente. Di fatto hanno distrutto le aree di nidificazione del fratino e stanno contribuendo alla distruzione delle stazioni di giglio di mare. Bestemmiano, imprecano e sghignazzano. Se questi sono i “turisti” che restassero a casa propria. Le aree limitrofe a Pellaro “centro” sono ancora peggio”.

“Ma la cosa peggiore di tutto, che davvero faccio fatica a comprendere, sono gli amministratori comunali (eletti a Pellaro) che in odore di prossime elezioni cominciano a farsi vedere, passeggiano, si intrattengono. Sarei proprio curioso di conoscerne i discorsi e le scuse avanzate, perché sono sicuro ne abbiamo dopo 10 anni di non-governo della città”.

“Li vorrei interrogare e vorrei che mi aiutassero a spiegare, a mio figlio di tre anni, che non è questo il modo in cui si vive e si dovrebbe vivere. Che merita, come ogni bambino, il bello, gli alberi, una spiaggia pulita, marciapiedi e strade sicure, luoghi di aggregazione e cultura, luoghi di gioco. Gli si dovrebbe spiegare (anche a loro) che le cose non devono essere fatte per fare ma devono essere studiare e portare un beneficio collettivo. Loro dovrebbero spiegarglielo perché io sono incapace di farlo, non trovo scuse e giustificazioni perché un bambino debba crescere in mezzo a tutto questo schifo. Nessuno lo merita, figuriamoci dei bambini”.

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