Reggio Calabria: alla Curia metropolitana un convegno sulla Lettera pastorale di Monsignor Lanza

Il convegno si è svolto l'11 giugno ed è stato organizzato insieme alla Diocesi dall’associazione Nuovo umanesimo

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L’11 giugno si è svolto nei locali della Curia metropolitana di Reggio Calabria un convegno organizzato insieme alla Diocesi dall’associazione Nuovo umanesimo sulla Lettera pastorale di Monsignor Lanza, arcivescovo di Reggio Calabria fino al l950, morto giovanissimo.

La lettera pastorale riguarda il Mezzogiorno: Monsignor Lanza, proprio nel cuore della Questione meridionale, nel 1948 propone il problema del Sud come problema religioso e morale oltre che politico e geografico. Anzi, vi indica il primato della religione al riguardo. Una lettera rivoluzionaria”, ha detto Carmelina Sicari, presidente dell’associazione, nell’introdurre il convegno.

“Dopo di lei monsignor Sergi ha ricordato i nomi dei vescovi meridionali firmatari della lettera, tra gli altri monsignor Sorrentino, pargonabile a suo dire alla «Rerum Novarum» di Leone XIII con un lungo orizzonte d’attesa, perché ha raggiunto noi rivelando una straordinaria attualità”.

“Nel momento in cui il Sud sembra subire un ulteriore abbandono, la lettera propone dal punto di vista morale l’urgenza di un intervento. L’attuale arcivescovo, Monsignor Fortunato Morrone, con l’apporto di fonti bibliche come San Paolo ha insistito sul tema dell’unità e ha sottolineato la denuncia di Monsignor Lanza sulla volontà di relegare la Chiesa ad un ruolo di conservazione”.

“Il relatore principale è stato Antonio Morabito, allievo del collegio Capranica come Monsignor Lanza, che ha analizzato con cura gli aspetti della lettera. ‘La condizione di opulenza per pochi e di miseria per molti non è più tollerabile’, dice Monsignor Lanza”.

“La lettera segna un nuovo meridionalismo, con uno slancio nuovo. Tocca ad Antonino Piazza storicizzare il momento in cui nasce la lettera, il papato di Pio XII. Il documento, di grande spessore teologico e sociale e sostenuto dal cardinale Montini, ebbe una forte risposta anche da parte di altri come Monsignor Sorrentino. Di cui parla Don Antonio Denisi, già allora suo segretario, che lamenta all’interno della Chiesa stessa talora ‘una questione nella questione'”.

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