Fortificazioni in Aspromonte: Pietra Cappa e le Rocche di San Pietro

Pietra Cappa, alto 140 metri e che occupa circa quattro ettari di terreno, è una tra le migliori rarità perfettamente conservate e presenti sul nostro territorio.

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Un’escursione nella Calabria selvaggia alla scoperta del monolite più grande d’Europa, Pietra Cappa, alto 140 metri e che occupa circa quattro ettari di terreno, una tra le migliori rarità perfettamente conservate e presenti sul nostro territorio. Nei documenti medievali si legge di Pietra Cauca che sta ad indicare pietra vuota, scavata. La quale con la sua mole enigmatica e carica di leggende troneggia nella Vallata delle Grandi Pietre che caratterizza la parte orientale del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Come di consueto non può mancare la leggenda. Si racconta che, mentre predicavano la buona novella, Cristo e i discepoli giunsero anche ai piedi dell’Aspromonte e qui fecero penitenza raccogliendo alcuni pesanti massi che il Signore trasformò in fumanti pagnotte, lasciando solo Pietro con un piccolo boccone quale punizione per aver raccolto un misero ciottolo. Riconoscendo il proprio errore, fu lo stesso Pietro a volere che quella pietra restasse lì a ricordo della sua malizia e sfiorandola con un dito la fece diventare talmente grande da ricoprire il terreno tutt’intorno.

Descrizione del Sentiero

Si parte dai piani di Orgiata dopo un centinaio di metri siamo in uno dei punti panoramici su tutta la vallata, si prosegue sulla sterrata dopo 10 minuti si arriva al Serro del Cone, un piccolo tornante e siamo alle Pietre de Conte e subito dopo Serro Scaru, superata un’area attrezzata si prosegue in salita per un tratto a gradoni e poi sul sentiero; la vista su Pietra Cappa è meravigliosa, la si può ammirare da diverse angolazioni.

Dalla sua sommità si intravedono paesaggi tra essi dissimili, a volte inconsueti ma tutti affascinanti. In questo straordinario habitat ecologico, praticamente abbandonato alla sua naturale evoluzione, in un indescrivibile intrigo di vegetazione e di rocce, si snoda uno dei luoghi più pittoreschi dell’Aspromonte.

Infine, completato il giro di Pietra Cappa, che ci permetterà di vederla da tutte le angolazioni, faremo ritorno ai Piani di Orgiata, da qui si prende il sentiero in discesa che ci porta alla Rocca da Presi subito dopo le Rocche di San Pietro. Vi si trovano in gran numero antichi ricoveri in roccia utilizzati da eremiti basiliani. Questo movimento religioso prese vigore con l’immigrazione in Calabria, fra il VI e il X secolo, di monaci dall’Oriente.

Non deve mancare la scalata di pietra Tonda, e lo Sguardo sulle rocce Ape, si prosegue in discesa in una fitta macchia Mediterranea, si prosegue verso serro du Cuppu dopo un centinaio di metri siamo ai Piani di Afrundu dove c’era un vecchio monastero (variazione del termine greco ‘Acrantos’, puro, incorrotto) riporta alla memoria una dipendenza monastica a carattere colonico. Dai piani Afrundu una piccola deviazione verso Rocca Andriuni e siamo al punto di partenza.

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