Tartaruga marina uccisa da un’elica: “dolore e impotenza”

La nota del delegato AMI (Ambiente Mare Italia) per la regione sulla tartaruga marina trovata agonizzante a Cannitello

StrettoWeb

Quanto accaduto di recente, presumibilmente nelle acque del mare dello Stretto e più precisamente tra Villa S.G. e Messina, ci addolora e ci fa sentire impotenti. Pochi giorni fa infatti, una tartaruga marina della specie caretta è stata trovata agonizzante in prossimità della spiaggia di Cannitello. La tartaruga, ferita gravemente alle pinne posteriori, non è sopravvissuta alle gravi mutilazioni riportate per effetto di uno scontro con le eliche di uno tra i tanti natanti che transitano nell’area dello Stretto“. E’ quanto si legge in una nota del delegato AMI (Ambiente Mare Italia) per la regione.

Come Associazione Ambiente Mare Italia delegazione di Reggio Calabria, auspichiamo maggiore attenzione da parte di chi ha responsabilità nel condurre mezzi navali sia per la congiunzione tra le due sponde sia per i mezzi navali che solcano lo Stretto in linea longitudinale. Prestare maggiore attenzione in superficie può infatti significare la salvaguardia di tantissime specie marine”, prosegue la nota.

“Non dimentichiamo che nello Stretto tra Reggio e Messina transitano per migrazione migliaia tra cetacei, uccelli acquatici e tartarughe. Cogliamo l’occasione per ricordare che un’altra minaccia per le specie marine è l’inquinamento. L’accumulo di rifiuti plastici è diventato un problema sempre più grave. La plastica non solo inquina l’ambiente marino, ma può anche essere ingerita dagli animali marini, causando danni al loro sistema digestivo e persino la morte – si legge a ancora -. È quindi fondamentale ridurre l’uso di plastica monouso e promuovere il riciclaggio per prevenire l’inquinamento marino.

Aver cura del nostro mare e quindi proteggerne la biodiversità, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è importante per la nostra stessa sopravvivenza e il benessere delle future generazioni“, conclude la nota.

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