Ponte sullo Stretto: un progetto che non c’è o una minaccia per l’ambiente?

Il fenomeno No Ponte è ormai come un uomo morente che esala i suoi ultimi respiri ma intanto prova a stare attaccato alla vita

StrettoWeb

Un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la lettera al Presidente della Repubblica, l’impegno corale di cittadini, movimenti, partiti, contro questo “sfregio” che si chiama “Ponte di Salvini“. Comincia così la nota stampa del neo-costituito comitato Titengostretto di Villa San Giovanni. L’ennesima prova, quanto scritto nella nota, che il fenomeno No Ponte è ormai come un uomo morente che esala i suoi ultimi respiri ma intanto prova a stare attaccato alla vita. Inutilmente.

Nessuna valutazione preconcetta – scrivono i No Ponte strappandoci un sorriso –, nessun pregiudizio ideologico, solo i fatti, i documenti, gli atti formali fin qui posti in essere: uno accanto all’altro per dimostrare ragionevolmente i rischi, i danni potenziali, gli effetti nefasti già prodotti da un procedimento – quello voluto dalla Lega Nord – erroneo, approssimativo, privo di studi aggiornati, lesivo del principio di precauzione, affrettato e accelerato per motivi squisitamente elettorali: le europee alle porte, una “bandierina” da sventolare per interessi lontani, estranei al nostro Territorio“.

Tutte le Istituzioni sono coinvolte, nessuno escluso. Giovedì 11 aprile si produrranno gli atti depositati e inviati, si discuterà di contenuti, iniziative, proposte. Verranno presentati in assemblea i nuovi temi di critica e contestazione di un progetto che non c’è, di un’opera che minaccia di essere un muro sullo Stretto” conclude il comunicato riuscendo, nelle battute finali, a smentirsi da solo. Da “un progetto che non c’è” a “un’opera che minaccia di essere un muro sullo Stretto” il passo è breve e si evince che i No Ponte non sappiano più cosa inventare: se il Ponte, come dicono, non si può fare perché non c’è progetto, come possono temere la dannosità dell’opera? Ai posteri l’ardua sentenza.

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