Nuovi scavi archeologici nella città di Rhegion (o forse no)

Un cantiere "eterno", uno dei tanti presenti in città, che un nostro lettore paragona romanticamente agli scavi archeologici

StrettoWeb

I cittadini di Reggio Calabria non sanno più come segnalarci le criticità di una città che, nell’indifferenza più totale, versa in condizioni disastrose. Ogni giorno arrivano alla nostra redazione segnalazioni di distese infinite di rifiuti abbandonati, buche che ormai sono diventate voragini, periferie abbandonate ed eterni lavori in corso. Quest’ultimo è il caso di un lettore che, questa mattina, ci ha strappato un sorriso.

Con questa mia, per raccontarvi dei nuovi scavi archeologici presenti sul territorio della nostra bella città Reghionscrive in una mail firmata un cittadino reggino -, dal Dicembre 2023 ad oggi, Aprile 2024 d.C. e precisamente tra la via Sbarre Inferiori e l’incrocio con la Trav. IX del viale Aldo Moro. Prima che qualche pedone o biga ci finisca dentro, speriamo nel celere intervento da parte dell’amministrazione comunale. Sempre più convinto che Falcomatà padre avesse decisamente ragione. Cordialmente da un lettore, ancora una volta sempre di più innamorato della sua bella Rhegion. Ad maiora semper“, conclude il lettore.

La descrizione è quella, ovviamente, di un cantiere “eterno”, uno dei tanti presenti in città, che il nostro lettore paragona romanticamente ad uno scavo archeologico. Perché riderci amaramente su è sicuramente meglio che piangersi addosso.

Il riferimento a Falcomatà padre, invece, riguarda il fatto che, come aveva ampiamente previsto il compianto Italo, la città avrebbe dovuto guardarsi da nemici interni e non dall’esterno. E ne era così convinto che fece girare la statua della Dea Atena verso la città, come a proteggerla dall’interno.

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