Giornata di studio nella sala Monteleone del Consiglio Regionale, promossa dal centro comunitario Agape sui temi dell’affido e dell’adozione e coordinata dal giudice onorario Giuseppe Marino. L’incontro ha messo a confronto i diversi attori istituzionali e sociali che hanno responsabilità nella attivazione di scelte e di azioni in grado di garantire questo diritto che in Calabria è ancora negato soprattutto ai minori più fragili che provengono da nuclei familiari che non sono in grado di provvedere a loro.
La giornata si è aperta con il contributo dell’on Vincenzo Starita, delegato dal ministro per la famiglia Eugenia Roccella, che ha evidenziato l’importanza della recente sentenza della corte costituzionale che ha indicato nella adozione aperta una opportunità per dare una famiglia a quei minori per i quali i rapporti con la famiglia di origine è bene che siano mantenuti.
Le parole del Presidente Agape Mario Nasone
Nella sua introduzione il presidente di Agape Mario Nasone ha affermato che “l’affido in Calabria non è ancora decollato. Ci sono delle isole più o meno felici, come quella di Reggio, dove Comune ed associazionismo hanno una tradizione positiva fin dagli anni ’80, ma a livello regionale va rilanciato, alla luce delle trasformazioni sociali. Perché sono cambiate le famiglie che dovrebbero accogliere, è mutata la domanda di affido, sono intervenuti modifiche legislative, con i rischi ma anche con le opportunità che hanno introdotto. Con l’assessorato regionale alle politiche sociali è stato avviato un dialogo con le associazione che si auspica possa dare frutto”.
Tutti gli altri interventi della mattinata
La presidente nazionale dell’andata, Frida Tonizzo, presentando le nuove linee guida nazionali sull’affido, ha evidenziato “il ruolo fondamentale delle regioni che devono recepirli unitamente a Enti Locali, Tribunali per i Minorenni, ASP, prevedendo investimenti in risorse umane e finanziare, segnalando la necessità prevista dalle normative di dare maggiore ascolto alle famiglie e di garantire alle associazioni impegnate un coinvolgimento anche sui progetti di aiuto del minore”. Ha inoltre denunciato “il crollo delle domande di adozioni internazionali che deve preoccupare e che richiede interventi specifici”.
Il Magistrato Mirella Schillaci, del Tribunale per i minorenni di Reggio, ha detto che “una effettiva tutela dei diritti dei minori è possibile solo se nel territorio si riesce ad attivare una rete di servizi in grado di intercettare i disagi e di prevedere una loro presa in carico”.
La referente del comune di Reggio, la psicologa Maria Grazia Marcianò, ha presentato il lavoro svolto per promuovere e favore la scelta dell’affido e della adozione rimarcando “l’importanza di instaurare con le famiglie un rapporto fiduciario e di accompagnamento. Con l’assunzione di nuovi assistenti sociali si potrà garantire una maggiore copertura dei bisogni”.
Per Francesco D’Amato, delegato dall’ASP, è importante che “l’azienda sanitaria faccia la propria parte garantendo una integrazione tra gli interventi sociali e sanitari e ha confermato l’impegno della Direttrice Lucia Di Furia a implementare anche sul fronte degli affidi e delle adozioni gli interventi delle equipe multidisciplinari”.
Francesca Mallamaci, per l’ordine professionale degli assistenti sociali, ha rimarcato “il ruolo fondamentale di questa figura professionale sia nella segnalazione dei disagi che nella progettazione degli interventi”.
Pasquale Cananzi, per la camera minorile: “l’avvocatura ha un ruolo importante per la formazione di decisioni che siano effettivamente a vantaggio dei minori più che degli adulti e ha auspicato un coinvolgimento maggiore della comunità nelle azioni a loro difesa”.
Il racconto di quanto accaduto nel pomeriggio
Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con il confronto tra la referente del Tribunale per i minori Mirella Schillaci, l’assessore alle politiche sociali Lucia Nucera del comune, le famiglie affidatarie e le associazioni Emmaus di Roccella, Giovanni XXIII di don Benzi e Agape. Tutte hanno chiesto di essere maggiormente sostenute nel loro percorso e soprattutto di prevedere una migliore comunicazione tra gli enti preposti, in primis Tribunale per i minori e Comuni, in grado di ridurre i tempi di attesa dei provvedimenti che in alcuni casi si allungano per mesi e anni con gravi pregiudizio per i minori soprattutto di quelli della fascia di età dai 0 ai 6 anni.
Un tema delicato sollevato è stato quello delle adozione di minori che presentano patologie e disturbi del comportamento per i quali in Calabria mancano servizi di neuropsichiatria e strutture specializzate con il rischio di lasciare sole le famiglie che accettano questa difficile accoglienza che in atto e possibile sole per famiglie che possano contare su reti associative e professionisti a loro supporto.


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