La Nocciola dell’Etna e la rivoluzione con il marchio IGP/DOP

Cosa succederà alla Nocciola dell'Etna? Se ne parlerà sabato 17 febbraio mattina al Museo d'arte contemporanea dell'Etna a Sant'Alfio

  • Nocciolo generico con riquadro nocciole
  • Tavola rotonda su Docg Etna Sant'Alfio 03-02-24
  • SINDACO ALFIO LA SPINA
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La Nocciola dell’Etna può vivere il suo momento di rinascita con tutte le aziende che gravitano intorno alla sua produzione. Il sistema si rivoluzionerà una volta acquisita la certificazione IGP/DOP. La proposta di avvio dell’iter di riconoscimento parte dal Comune di Sant’Alfio con il suo sindaco Alfio La Spina che sta operando un’azione di rivitalizzazione dell’area etnea, animando dibattiti a volte rimasti sotto tono come per l’approvazione della DOCG ETNA, riguardante i vini di altissimo livello del vulcano catanese.

Cosa succederà alla Nocciola dell’Etna? Se ne parlerà sabato 17 febbraio mattina al Museo d’arte contemporanea dell’Etna a Sant’Alfio con esperti, imprese ed istituzioni. Questo frutto viene coltivato in un’area estesa – quella nebroidea – abbracciata per esempio anche da Messina che è cresciuta parecchio in materia di grandezza e qualità, senza dover invidiare nulla a realtà grosse e in possesso di Igp o Dop come in Campania, Lazio e Piemonte.

Siete invitati ad ascoltare i risvolti di questa iniziativa che vi sorprenderà per il fatto di essere promotrice di un messaggio culturale e di marketing, in partenza da un piccolo comune che è anche uno dei maggiori produttori di nocciole in Sicilia.

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