L’antico rito del Carnevale di Alessandria del Carretto

Esiste un piccolo paese, immerso nel Parco del Pollino, che celebra il significato profondo del Carnevale. Il racconto di Alessandria del Carretto nell'arte di Giovanni Avantaggiato

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Il Carnevale è comunemente conosciuto come la festa dei più piccoli: i bambini indossano i costumi dei loro personaggi animati preferiti, i coriandoli invadono le strade delle nostre città e i carri allegorici portano allegria e creano l’atmosfera giusta per divertirsi. Ma il significato del Carnevale, se si scava poco sotto la superficie, è profondo e simbolico: è il passaggio dall’indulgenza ad un periodo di purificazione, è la lotta tra il bene e il male, e il rito preparatorio che serve ad accogliere tempi migliori e, per chi è credente, a ricevere la grazia del Cristo Risorto.

Il simbolismo carnevalesco è perfettamente integro nelle celebrazioni dei piccoli paesi di montagna, di quei luoghi che sembrano fuori dal mondo e dove il tempo si è fermato, o meglio: gli anni si susseguono, ma le tradizioni continuano a vivere. E’ il caso di Alessandria del Carretto, il comune più alto del Pollino, collocato ai piedi del Monte Sparviere. Sulla carta, si contano 300 anime, per le strade sono ancora di meno: eppure in tanti, nei periodi di festa, riempiono le piccole viuzze per portare avanti le credenze che hanno reso grande un piccolo paese.

Il Carnevale di Alessandria del Carretto è magico, e solo le parole di un’artista possono descriverlo. Di seguito riportiamo il racconto di Giovanni Avantaggiato e, a corredo, il suo magnifico disegno che racchiude l’essenza alessandrina carnascialesca. Giovanni, originario di Trebisacce, definisce la sua arte come “una passione che ho avuto sin da piccolo e che, ogni giorno, cerco di portare avanti migliorandomi sempre di più”.

L’antico rito del Carnevale di Alessandria del Carretto

Esiste una maschera di carnevale molto famosa nel nostro Alto Jonio Cosentino, parte di una tradizione – quasi un rito – che fa parte di un mondo antico, arcaico come la stessa melodia della musica che li accompagna. Alessandria del Carretto,  pittoresco paese immerso nelle bellezze del Parco Nazionale del Pollino, dopo un lungo e rigido inverno si risveglia dal letargo con un evento che attira ogni anno tantissime persone”. A rappresentare il Carnevale sono i “Policinel Biell” e “Policinel Brutt” (Pulcinella Bello e Brutto, “in una festa che anticipa la primavera”.

Il racconto si intreccia così alla raffigurazione: “i Belli (nella mia raffigurazione a matita e colori a pastello) indossano pantaloni e camicia bianca, scarponi o anfibi e guanti neri. Sulla camicia, appuntano fazzoletti decorati, coprono le spalle con pregiati scialli colorati che, durante la danza, allargando le braccia appaiono come due grandi ali d’uccello. Coprono il viso con la tradizionale maschera di legno (lavorata a mano con maestria da artigiani locali) per mezzo di legacci e, sulla testa, pongono un grande copricapo detto “cappelett” ornato di fiori di stoffa, penne di gallo sgargianti e nastri colorati”.

“Al centro del copricapo – continua Giovanni – è posizionato uno specchio che simboleggia il riflesso della luce che “accecava gli spiriti maligni” da cui penzola una collana di perle. In mano hanno lo “Scriazz”, ovvero un bastoncino di legno da cui pendono pon pon di lana colorati che accarezzano il viso di bambini e bambine. I Belli, sono di aspetto seducente, danzano con grazia e si avvicinano alla gente con fare gentile. La danza solennizza l’evento del risveglio come un inno alla primavera”.

“Ma attenzione, perché all’improvviso giungono i “Policinel Laid” cioè i Brutti. Questi, vestono di nero con stracci vecchi, si muovono disordinatamente e buttano cenere sulle persone creando scompiglio”. Spicca la “maschera brutta “dell’Urs” (orso) che è bestiale, impressionante e  con grandi corna che attraversa il paese in catene e campanacci. All’arrivo dei brutti, – avverte Giovanni – i belli lasciano la piazza e scappano impauriti, anche se tra loro non vengono mai a contatto, anzi, sembrano ignorarsi”.

“Il tutto racconta la storia del male e del bene che, misteriosamente, sono nemici ma anche profondamente legati. Chiude la sfilata “Coremma”, rappresentata come un anziana signora vestita a lutto: il suo ruolo è quello di concludere il periodo di Carnevale per dare inizio appunto alla Quaresima. Da qui i Belli – ma anche i Brutti -, dopo aver tolto la maschera lignea, si recano per mangiare e bere un buon bicchiere di vino rosso locale nelle case di parenti e amici tra canti e balli in allegria”.

L’evento dei “Pulcinella belli e brutti”, è un momento molto sentito dalla comunità di Alessandria del Carretto: per chi volesse conoscere e vivere il racconto di Giovanni, l’appuntamento è per Domenica 4 febbraio a partire dalle ore 16:30 con la sfilata che terminerà in Piazza Municipio, dove ci sarà l’incontro e scontro con le altre maschere.

L’opera di Giovanni Avantaggiato è un disegno su foglio liscio, 24×33, eseguito con colori a pastello e penna.

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