“Tim ascolti le istanze delle Istituzioni calabresi, a incominciare dal Consiglio regionale, e delle forze sociali, volte a ottenere una proroga del contratto commerciale per le attività della Abramo Customer Care. Pur tenendo nel debito conto le ragioni imprenditoriali, prevalga il senso di responsabilità che coniuga il profitto con gli interessi collettivi”. Lo dice il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che aggiunge: “mettere in discussione il lavoro di 500 dipendenti, tra Catanzaro, Crotone, Cosenza e Palermo, per i quali si prefigura la cassa integrazione a zero ore dall’inizio del nuovo anno, è una scelta grave che, ricadendo su un’area già di per sé in difficoltà, può innescare forti reazioni sociali. Una scelta che si contrappone nettamente agli sforzi della Regione e del Governo per assicurare a questa parte del Mezzogiorno prospettive di sviluppo e crescita”.
M5S Calabria: “richiesto l’intervento del Ministro D’Urso”
“Tim ha definito la cessazione del contratto commerciale per le attività di ‘consumer’ le cui commesse erano affidate ad Abramo Customer Care ed ora circa 500, fra lavoratori e lavoratrici, dislocati nelle sedi di Catanzaro, Crotone, Montalto Uffugo (Cs) e Palermo, dal 1 gennaio, saranno collocati in Cassa integrazione a zero ore”. Lo afferma il deputato Anna Laura Orrico, coordinatrice calabrese del Movimento 5 stelle ed Elisabetta Barbuto coordinatrice pentastellata della provincia di Crotone.
“Una comunicazione lapidaria, quella di Tim, che, proprio sotto le festività natalizie, condanna alla incertezza ed alla disperazione centinaia di famiglie, soprattutto calabresi, che su quel lavoro avevano costruito la propria dimensione, acquistato casa, contratto mutui, immaginato un futuro nella propria terra. Eppure, Tim, – proseguono le esponenti pentastellate – che tra i propri azionisti annovera anche Cassa Depositi e Prestiti, ovvero lo Stato, da un lato revoca commesse ad un’azienda in amministrazione straordinaria che prova a risanarsi e ricollocarsi nel mercato e dall’altra continua ad affidare commesse sui servizi commerciali ad altre aziende. Una circostanza che richiede l’intervento delle istituzioni”.
“Ecco perché è stata depositata una interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy D’Urso per chiedergli di salvaguardare i livelli occupazionali in aree del Paese fra le più fragili d’Europa e di occuparsi della vicenda convocando un tavolo ministeriale. Un confronto necessario – concludono Anna Laura Orrico ed Elisabetta Barbuto – al quale sarebbe auspicabile non solo la partecipazione dell’azienda committente quanto quella degli enti regionali coinvolti ed in particolare della Regione Calabria che spesso, nella lunga vicenda Abramo Customer Care, è stata la grande assente”.



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